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Addio RdC, arriva MIA: Le ultime notizie sulla Misura di Inclusione Attiva

Ecco le ultime notizie sulla misura che sostituirà RdC. Potrebbe chiamarsi MIA, sia per occupabili che non occupabili, ma avrà delle grosse differenze.

Come è ormai noto, dal 1 gennaio 2024 il Reddito di Cittadinanza sarà definitivamente abolito. Mentre, per i nuclei cosiddetti “occupabili”, la durata è stata ridotta a soli 7 mesi nel 2023. Per questa ragione, già da settembre si potrebbe fare domanda per la misura di sostituzione a RdC, che sembra si chiamerà MIA, Misura di Inclusione Sociale Attiva.

Principali differenze tra RdC e MIA, ultime notizie

Tra le differenze rispetto a RdC, per la MIA sembra serva un ISEE più basso, indicativamente intorno ai 7.200 euro. Però, anche se terrà conto del reddito familiare per determinare l’importo delle ricariche, non dovrebbe prendere in considerazione i figli che ricevono l’Assegno Unico. Per loro spetterebbero solo 50 euro in più. Tutto ciò rende lecito ipotizzare la fine dell’epoca dell’Assegno Unico integrato, che quindi potrebbe spettare in misura piena anche alle famiglie che ricevono questa misura.

Secondo le ultime notizie, a differenza di RdC, la nuova misura sarà rivalutata ogni anno in base al costo della vita, in maniera simile a come già succede per le pensioni o l’Assegno Unico. Inoltre, il requisito di residenza dovrebbe scendere dai 10 anni di RdC a 5 anni. Tuttavia, alla luce della recente procedura di infrazione dell’Europa, anche questo limite potrebbe rivelarsi troppo alto.

Anche se questa misura dovrebbe interessare sia i nuclei familiari occupabili sia quelli non occupabili, ci sono delle grosse differenze. Innanzitutto, per i nuclei familiari occupabili questa nuova misura sarà molto più vincolata alla formazione e alla ricerca del lavoro.

L’importo di riferimento dovrebbe rimanere intorno alle 500 euro per i non occupabili, mentre dovrebbe scendere a circa 375 euro per gli occupabili. Chiaramente, le ultime notizie parlano dell’importo massimo per una sola persona, da cui poi andrebbe sottratto il reddito familiare. Non si ha notizia, al momento, di un eventuale contributo per l’affitto.

Un’altra differenza, invece, dovrebbe riguardare le durate. Per i Nuclei familiari, la durata della misura sarebbe “a scendere”. Un anno per la prima richiesta, 6 mesi per la seconda dopo un mese di stop, altri 6 mesi per la terza, ma con uno stop di un anno e mezzo. Al contrario, per i nuclei occupabili si dovrebbe partire da 18 mesi.

Insomma, questo è quanto emerso finora sulla misura che dovrebbe sostituire il Reddito di Cittadinanza. Ovviamente, si tratta di ipotesi e indiscrezioni, che potrebbero essere confermate o smentite in futuro.

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