Assegno di Inclusione, come funzionerà? Le prime indicazioni del Ministero del Lavoro

L’Assegno di Inclusione, cioè il nuovo Reddito di Cittadinanza del Governo Meloni, prenderà ufficialmente il via dal 2024.

Assegno di Inclusione

Assegno di Inclusione

L’Assegno di Inclusione, cioè il nuovo Reddito di Cittadinanza del Governo Meloni, prenderà ufficialmente il via dal 2024.

L’Assegno di Inclusione si configura come la misura nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione lavorativa e sociale. Potrà spettare solo ai nuclei familiari o alle persone in determinate condizioni, cioè dove ci sono figli minorenni, over 60, persone in condizione di disabilità almeno media.

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Attenzione, il riferimento è alla disabilità come definita secondo le regole dell’ISEE. Quindi comprende tutte quelle categorie che vanno dall’invalidità civile dal 67% a salire, l’handicap grave, quindi legge 104 articolo 3 comma 3, e così via. Come indicate dall’allegato numero 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159.

Inoltre, rientrano nelle categorie che potrebbero ricevere l’Assegno di Inclusione anche quei nuclei familiari in cui ci sono persone inserite nei programmi di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali, certificati dalla pubblica amministrazione. Si tratta delle persone che beneficiano di percorsi assistenziali integrati, assistenza sociosanitaria per disturbi mentali, disabilità, dipendenze patologiche e così via. Tuttavia, per averne la certezza bisognerà attendere dei chiarimenti. Oltre a rientrare in almeno una di queste condizioni di accesso, ci sarà anche tutta una serie di requisiti di residenza, di ISEE, di reddito familiare, di patrimoni, di case, di reati, di macchine, moto ecc.

La domanda per l’Assegno di Inclusione

Tutti questi requisiti saranno controllati da INPS quando si presenterà la domanda. Quest’ultima potrà essere fatta in autonomia dal sito INPS oppure tramite CAF e Patronato. È bene tener presente che i controlli sono preventivi, cioè saranno fatti tutti prima che la domanda sia accolta. A quel punto, INPS informerà chi ha presentato la domanda, di iscriversi al Sistema Informativo per l’inclusione sociale, celebre SIISL. Questa iscrizione servirà a sottoscrivere il patto di attivazione digitale, con il quale si trasmettono anche tutti i dati degli altri componenti del nucleo familiare.

Importi e rinnovi

L’effettivo pagamento del beneficio comincerà dal mese successivo a quando è stipulato il patto di attivazione digitale. I pagamenti saranno effettuati sulla Carta di Inclusione, che avrà la forma di una PostePay. La Carta di Inclusione potrà essere utilizzata per pagare le spese come una normale prepagata o per effettuare prelievi mensili al massimo di 100 euro, da moltiplicare per la scala di equivalenza. Per sapere la lista completa di cosa si può o non si può comprare, bisognerà attendere uno specifico decreto del Ministero del Lavoro. Sta di fatto che sono già vietate, al momento, sigarette e prodotti da fumo, fuochi d’artificio, alcolici e qualsiasi tipo di gioco d’azzardo.

In linea di principio, l’importo dell’Assegno di Inclusione varia in funzione del reddito familiare, della scala di equivalenza e dell’eventuale contributo per l’affitto. In linea generale, può andare da un minimo di 40 euro al mese, fino a un massimo teorico di 1.430 euro, incluso l’affitto. Ad ogni modo, il beneficio durerà per un primo ciclo di 18 mesi, poi ci sarà un mese di stop e si potrà rinnovare per altri 12 mesi. Al momento non è previsto un numero massimo di rinnovi possibili. Quindi, teoricamente, la prestazione può continuare senza stop, se non quello di un mese tra un rinnovo e l’altro.

Gli obblighi da rispettare

Chiaramente, la prestazione continua finché si rispettano i requisiti e gli obblighi della misura. A partire dal primo appuntamento presso i servizi sociali da effettuare entro 120 giorni dalla stipulazione del patto di attivazione digitale. Oppure entro 60 giorni presso centri impiego o servizi di intermediazione del lavoro, per le persone attivabili al lavoro del nucleo familiare che sono soggette agli obblighi lavorativi. Questo servirà a stipulare, rispettivamente, il patto di inclusione oppure il patto di servizio personalizzato. In entrambi i casi, entro ogni 90 giorni, si avrà l’obbligo di tornare, rispettivamente ai centri per il lavoro o ai servizi sociali, per aggiornare la propria posizione. 

In ultimo, è bene chiarire che per tutto quello che riguarda il patto di attivazione digitale, il patto di inclusione o di servizio personalizzato, la stessa domanda di Assegno di Inclusione e così via, si dovrà attendere uno o più decreti del Ministero del Lavoro, che dovrebbero arrivare tra non molto.

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