Assegno di Inclusione e lavoro: Le differenze con il Reddito di Cittadinanza

Ancora qualche mese e il Reddito di Cittadinanza sarà ufficialmente sostituito dall’Assegno di Inclusione: ecco cosa cambia per la questione offerte di lavoro.

Assegno di Inclusione e lavoro

Assegno di Inclusione e lavoro

Ancora qualche mese e il Reddito di Cittadinanza sarà ufficialmente sostituito dall’Assegno di Inclusione: ecco cosa cambia per la questione offerte di lavoro.

Inizialmente, per i percettori di RdC le offerte di lavoro seguivano determinate regole che poi, nel corso del tempo, sono cambiate. Attualmente, con le modifiche apportate dalla legge di bilancio 2023, i percettori sono tenuti ad accettare la prima offerta di lavoro congrua. In caso contrario, RdC decade.

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Che vuol dire offerta di lavoro congrua?

È considerata congrua l’offerta che rispetta determinati fattori, cioè:

  • coerenza con le esperienze e le competenze maturate;
  • distanza dalla residenza e tempi di trasferimento con il trasporto pubblico;
  • durata della disoccupazione;
  • retribuzione in linea con i contratti collettivi nazionali. E comunque non più bassa di una mensilità di RdC con l’affitto per una sola persona aumentato del 10%.

Poi, se l’offerta di lavoro è a tempo indeterminato, è congrua se arriva da tutta Italia. A condizione che sia a tempo pieno o part time almeno al 60%. Inoltre, l’offerta è congrua anche in caso di lavoro a tempo determinato o a tempo parziale. Ma solo se il luogo di lavoro non dista più di 80 km dalla residenza del beneficiario. Oppure se è raggiungibile entro 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.

Cosa cambia con l’Assegno di Inclusione?

Per le offerte di lavoro, l’Assegno di Inclusione ha delle regole proprie. E anche se sono simili a quelle di RdC, non seguono più il concetto di congruità. In altre parole, non fanno più testo la durata della disoccupazione né la coerenza con le competenze maturate. Le uniche cose che renderanno valida un’offerta di lavoro per l’AdI saranno la distanza e la retribuzione. Retribuzione che non dovrà mai essere più bassa di quella prevista dai contratti collettivi nazionali.

Lavoro e distanza

Per quanto riguarda la distanza, se l’offerta di lavoro è a tempo indeterminato, può arrivare da tutta Italia. A condizione che sia a tempo pieno o part time, ma almeno al 60% dell’orario. Invece, se l’offerta di lavoro è a tempo determinato o in somministrazione, allora deve essere accettata se il luogo di lavoro non dista oltre 80 km dal domicilio. Oppure ci vogliono al massimo 120 minuti per raggiungerlo con i mezzi di trasporto pubblico.

L’unica eccezione riguarda i nuclei familiari che hanno figli con meno di 14 anni. In questo caso, anche se i genitori sono legalmente separati, le offerte di lavoro a tempo indeterminato sono valide se il luogo di lavoro si trova entro gli 80 km dal proprio domicilio. Oppure se ci vogliono meno di 120 minuti per raggiungerlo con i mezzi di trasporto pubblico. A differenza di RdC, dove generalmente tutti i componenti maggiorenni erano tenuti agli obblighi lavorativi, per l’AdI l’obbligo riguarda solo i genitori di figli minorenni che non sono inclusi nella scala di equivalenza.

In ultimo, per l’AdI i redditi che provengono da un rapporto di lavoro sono abbattuti di 3 mila euro rispetto al reddito familiare. Inoltre, se si trova un lavoro che va da uno e sei mesi, l’AdI sarà sospeso e riprenderà regolarmente al termine del contratto di lavoro. Tuttavia, su questo punto bisognerà aspettare i vari decreti attuativi.

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