Assegno Unico e ISEE con omissioni/difformità: Le novità INPS

Da novembre chi presenta un ISEE difforme o con omissioni riceverà l’importo minimo di Assegno Unico.

Assegno Unico e ISEE

Assegno Unico e ISEE

A partire da novembre, l’importo dell’Assegno Unico subirà una netta riduzione per quelle famiglie che non hanno l’ISEE proprio in regola. Ecco come risolvere il problema prima che questo accada.

Da novembre scatta una novità molto importante per i percettori dell’Assegno Unico e Universale. Lo comunica proprio INPS con due messaggi, il n. 2856 e il n. 2913. Con  il primo messaggio, INPS  aveva comunicato che la novità sarebbe partita da settembre. Successivamente, con l’ultimo messaggio, ha chiarito che, considerando il periodo estivo e le eventuali difficoltà a cui potrebbero andare incontro i cittadini, la novità partirà da novembre.

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L’importo dell’Assegno Unico per i figli a carico varia in base all’ISEE in corso di validità. Attualmente, INPS paga l’Assegno sulla base dell’ISEE anche se questo è difforme oppure con omissioni. In altre parole, quando risulta che nell’ISEE non sono dichiarati tutti i patrimoni e i redditi oppure se non sono dichiarati correttamente. Successivamente, entro la fine dell’anno, la persona che riceve l’Assegno è tenuta a regolarizzare l’ISEE. A seguire, ci sarà un conguaglio delle eventuali differenze tra l’indicatore corretto e quello non corretto. 

Cosa succederà da novembre

Questo meccanismo, però, cambierà dal prossimo mese. Infatti, a partire dalla rata di novembre, per chi ha un ISEE con omissioni o difformità, INPS provvederà a pagare l’Assegno Unico con gli importi minimi. In altre parole, come se l’ISEE non risultasse presentato. E soprattutto, continuerà a pagarli nello stesso modo fino a quando la persona interessata non corregge il proprio ISEE.

Chi si troverà in questa situazione sarà avvisato da INPS tramite e-mail, SMS oppure PEC, se ha fornito questi dati. Poi, quando ci sarà un ISEE corretto, allora scatterà il ricalcolo dell’Assegno Unico e INPS pagherà anche gli eventuali conguagli per i mesi “al minimo”. Fermo restando, comunque, il potenziale conguaglio di fine anno. 

In altre parole, se si ha un ISEE perfettamente in regola, allora non c’è nulla da temere. Al contrario, se si ha un ISEE che presenta omissioni oppure difformità si riceverà la rata di Assegno Unico diminuita da novembre. In questo caso, ci sono dei passi che si possono seguire prima della fine di agosto, così da evitare problemi

Come correggere l’ISEE per l’Assegno Unico

Il primo passo è sempre quello di vedere la situazione con il proprio CAF di riferimento, con cui si è fatto l’ISEE. Ma, in linea generale, i problemi legati agli ISEE con omissioni o difformità si risolvono nei seguenti modi.

Innanzitutto, si può presentare una nuova DSU e fare un nuovo ISEE, indicando anche gli elementi che prima mancavano. Oppure si può chiedere al CAF o altro intermediario di riferimento una rettifica dell’ISEE non corretto. Ma attenzione, questa opzione è possibile soltanto se è stato proprio il CAF a commettere un errore. In alternativa, è anche possibile presentare alla Struttura INPS del territorio la documentazione che dimostra la completezza e la veridicità dell’ISEE.

In particolare, se i problemi riguardano il patrimonio mobiliare, si può presentare:

  • la documentazione dell’intermediario finanziario che prova la correttezza dei saldi e delle giacenze dei rapporti finanziari indicati nella DSU;
  • la denuncia presentata all’Autorità competente che mostra che il rapporto finanziario omesso in DSU è stato aperto all’insaputa del titolare del rapporto;
  • la documentazione rilasciata dall’intermediario finanziario che attesta la chiusura del rapporto finanziario omesso in DSU negli anni precedenti a quello di riferimento dei dati patrimoniali esposti nella DSU con omissioni/difformità;
  • la documentazione rilasciata dall’intermediario finanziario che attesta l’effettiva assenza del rapporto finanziario omesso in DSU;
  • la documentazione rilasciata sia dall’istituto di credito sia dalla società di gestione del risparmio, dalla quale emerge  la consistenza del medesimo patrimonio mobiliare.

Invece, se la difformità o le omissioni dell’ISEE riguardano i redditi, sarà possibile presentare la documentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate che attesta che l’omissione/difformità segnalata non è più valida e che il valore già dichiarato nel Quadro FC8, sez. II, della DSU è corretto.

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