ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE, L’INFORMATIVA INPS: COS’È E COSA CAMBIA

ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE, L’INFORMATIVA INPS: COS’È E COSA CAMBIA

ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE, L’INFORMATIVA INPS: COS’È E COSA CAMBIA

La legge n.46 del 2021 ha delegato il Governo ad adottare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’Assegno Unico e Universale, che costituisce un beneficio economico mensile, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo, ai nuclei familiari sulla base della loro situazione economica equivalente (ISEE). In assenza di quest’ultimo, l’Assegno Unico e Universale spetta anche sulla base dei dati auto dichiarati nella domanda.   

L’Assegno Unico e Universale (AUU) consiste in una prestazione erogata dall’INPS mensilmente a tutti i nuclei familiari con figli di età inferiore ai 21 anni e l’erogazione avviene tramite bonifico sul conto corrente dei genitori. L’AUU spetta a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla situazione lavorativa dei genitori e senza limiti di reddito, solitamente ha un importo commisurato all’ISEE, tuttavia, in caso di mancata presentazione, è possibile fare domanda e ottenere l’importo minimo per ciascun figlio. È importante sottolineare che dal mese di marzo 2022 non verranno più erogati gli assegni per il nucleo familiare, gli assegni familiari e non verranno più riconosciute le detrazioni per i figli a carico sotto i 21 anni. Tutto ciò perché questi strumenti verranno sostituiti dall’Assegno Unico e Universale.

Le domande potranno essere presentate dal 1° gennaio 2022 in qualunque momento dell’anno e, se accolte, danno diritto al beneficio fino al mese di febbraio dell’anno successivo. Ci sono tre possibili modalità di presentazione:

  • dal sito web dell’INPS, al servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” con SPID almeno di livello 2, Carta di identità elettronica 3.0 o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • contattando il numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, oppure il numero 06 164.164, da rete mobile con la tariffa applicata dal proprio gestore;
  • tramite gli enti di patronato.

La domanda richiede soltanto l’autocertificazione della composizione del nucleo familiare, del luogo di residenza dei membri e l’IBAN di uno o di entrambi i genitori. Come detto in precedenza, la domanda può essere accompagnata o meno da ISEE aggiornato. In caso di presentazione, ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro, spetta per ogni figlio minore un assegno base di 175 euro. Questo valore diminuisce con l’aumento dell’ISEE fino a stabilizzarsi a 50 euro mensili a figlio per ISEE pari o superiore a 40.000 euro. Per coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza, l’assegno sarà corrisposto d’ufficio.

Possono essere aggiunte delle maggiorazioni per: ogni figlio successivo al secondo; famiglie numerose; madri di età inferiore ai 21 anni; figli con disabilità; nuclei familiari con due percettori di reddito. L’assegno spetta anche ai figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni nei casi in cui: seguono un corso di formazione scolastica, professionale o di laurea; se hanno un reddito da lavoro inferiore agli 8.000 euro; se sono registrati come disoccupati presso i servizi pubblici per l’impiego. Nei casi in cui i figli siano affetti da disabilità, l’AUU spetta senza limiti di età.

L’assegno verrà riconosciuto a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio il richiedente sia in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:

  • sia cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero sia cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o sia titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi; 
  • sia soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • sia residente e domiciliato in Italia;
  • sia o sia stato residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.