Assegno Unico Integrato: Cosa succederà dopo i 7 mesi di RdC

Che sia a luglio, agosto o dicembre, la fine del Reddito di Cittadinanza crea un problema anche per l’Assegno Unico e Universale integrato su RdC.

Assegno Unico Integrato

Assegno Unico Integrato

Che sia a luglio, agosto o dicembre, la fine del Reddito di Cittadinanza crea un problema anche per l’Assegno Unico e Universale integrato su RdC.

Come sappiamo l’Assegno Unico spetta per figli minorenni e per i maggiorenni fino a 21 anni in determinate condizioni. Oppure, senza limiti di età per figli con disabilità almeno media, sempre ai fini ISEE. Per chi riceve RdC, l’Assegno Unico è integrato negli importi ed è pagato direttamente sulla Card.

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Tuttavia, per molti la ricarica RdC di luglio sarà la settima e ultima del 2023. Quindi, cosa ne sarà dell’Assegno Unico? A questa domanda risponde INPS con il messaggio n. 2632.

L’Assegno Unico dopo RdC

L’Istituto spiega che, per continuare a ricevere l’Assegno Unico dopo la fine di RdC, si dovrà presentare domanda vera e propria dell’Assegno, con pagamento su IBAN o altri strumenti. Inoltre, se si presenta la domanda prima della fine dello stesso mese in cui RdC termina, si potrà ricevere l’Assegno Unico già a partire dal mese successivo.

Chiaramente, per chi ha figli minorenni oppure figli maggiorenni con disabilità, il discorso resta lo stesso, ma va posticipato di qualche mese. Questo perché chi ha minorenni o persone con disabilità in famiglia, il Reddito di Cittadinanza può continuare fino a dicembre 2023. Perciò, presentando la domanda di Assegno Unico entro la fine di dicembre, si potrà iniziare a ricevere l’Assegno su IBAN dal mese di gennaio 2024. Inoltre, l’Assegno Unico è cumulabile e compatibile con l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro.

L’Assegno per i figli maggiorenni senza disabilità

La situazione però è molto diversa per quei nuclei familiari occupabili che hanno solo figli maggiorenni fino a 21 anni e senza disabilità. In questo caso, al termine dei 7 mesi di RdC nel 2023, si potrà presentare domanda vera e propria di Assegno Unico. Ma è bene ricordare che per i figli maggiorenni, l’Assegno spetta solo se i figli rientrano in una di queste 4 condizioni:

  1. Frequentano la scuola, l’università o un corso formazione professionale;
  2. Svolgono il servizio civile;
  3. Svolgono un tirocinio o una attività lavorativa e hanno un reddito lordo fino a 8 mila euro annui;
  4. Risultano iscritti come disoccupati e in cerca di lavoro presso i centri per l’impiego.

Inoltre, i figli maggiorenni hanno la possibilità di presentare domanda di Assegno Unico per loro stessi. 

Infine, è ancora diversa la situazione dei nuclei familiari in cui ci sono persone prese in carico dai servizi sociali. La presa in carico e la conseguente comunicazione a INPS deve avvenire entro i 7 mesi di fruizione e, comunque, non oltre il 31 ottobre 2023. Questo perché, allo scadere dei 7 mesi, se la comunicazione non è ancora arrivata, anche per loro RdC si fermerà. Per ripartire poi a comunicazione effettuata, con tanto di corresponsione di arretrati.

Perciò, chi dovesse trovarsi con RdC sospeso nell’attesa della comunicazione potrà presentare la domanda vera e propria di Assegno. L’unica differenza è che, se RdC sarà riattivato, gli importi pagati come Assegno Unico pieno, saranno conguagliati.

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