Assegno Unico, RdC e MIA: Pagamenti aprile 2023 e novità

Sono prossimi i pagamenti di aprile del Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico integrato su RdC. Novità su MIA e corsi di formazione.

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Assegno Unico, RdC e MIA: Pagamenti aprile 2023 e novità

Sono prossimi i pagamenti di aprile del Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico integrato su RdC. Novità su MIA e corsi di formazione.

Sono previste con un leggero anticipo le ricariche di metà mese del Reddito e della Pensione di Cittadinanza, cioè quelle rivolte a rinnovi e prime domande dei mesi precedenti. Infatti, visto che il 15 cade di sabato, i pagamenti RdC sono previsti a partire dal 14 aprile. Chiaramente, per chi ha avuto esito positivo, perché la stretta dei controlli si è fatta sentire, con molte domande sospese o respinte. Soprattutto per quanto riguarda la residenza anagrafica e la composizione del nucleo familiare. Per questi casi è sempre bene controllare la situazione con INPS e il proprio comune di residenza.

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RdC e Assegno Unico su Rdc: Pagamenti di aprile 2023

Come sempre, dopo i pagamenti di aprile è prevista un’elaborazione di arretrati di Assegno Unico e Universale integrato su RdC. Mentre, la rata ordinaria di Assegno Unico riferita al mese di marzo è prevista per fine mese. Inoltre, mancano ancora indicazioni relative ai celebri conguagli di fine anno dell’Assegno Unico. Al contrario, sono previste per il 27 le ricariche ordinarie del Reddito e della Pensione di Cittadinanza di aprile. Per molti percettori rappresenteranno la rata numero 4 sulle 7 disponibili per il 2023 per i nuclei familiari occupabili. Mentre, è la rata numero 4 su 12 per i nuclei familiari non occupabili.

Pagamenti aprile RdC e MIA: Tutte le novità

Tutto questo in attesa di disposizioni più concrete sulla MIA, la misura di inclusione che dovrebbe sostituire il Reddito di Cittadinanza. Al momento si hanno solo dichiarazioni, tra cui, le più recenti, a cura del ministro e della vice ministra del lavoro, in cui si indica che il decreto della nuova misura sarà pronto nelle prossime settimane.

Ma se per i nuclei non occupabili, dal prossimo anno, potrebbero non esserci differenze troppo sostanziali rispetto al Reddito di Cittadinanza, se non per il nodo affitto che resta ancora sospeso, la vera stretta riguarderà gli occupabili. A quanto emerge, dovrebbero essere messi in condizione di poter lavorare tramite una formazione adeguata rispetto alle esigenze produttive del territorio e degli stabilimenti produttivi lì presenti.

A monte del problema della formazione, c’è quello della presa in carico presso i centri per l’impiego o i servizi sociali. Come abbiamo più volte evidenziato, è sempre stato l’elemento più carente del Reddito di Cittadinanza. Quindi, l’intenzione sarebbe quella di intervenire proprio su questo aspetto, sia tramite la nuova misura, sia tramite una riforma delle politiche attive del lavoro. Ma anche attraverso un miglioramento del celebre Progetto GOL, che sarà revisionato secondo il PNRR e avrà un maggiore incentivo per i privati.

L’obiettivo del ministro sarebbe quello di riportare a lavorare circa 3 milioni di persone, entro il 2025, e di formarne 800 mila. Soprattutto giovani e donne nel campo delle competenze digitali. Obiettivi che, stando al DEF 2023 di recente approvazione, potrebbero trovare spazio “di investimento” nella prossima legge di bilancio, in quanto sono “collegati” allo stesso DEF. Anche se poi, ricordiamolo, l’essere collegato al DEF non è una cosa vincolante.

Nel frattempo, però, la formazione obbligatoria per gli occupabili del Reddito di Cittadinanza in questo 2023 procede decisamente a rilento, anche se piccolissimi passi in avanti si fanno. Ad esempio, in Calabria è previsto l’avvio di circa 1.511 percorsi formativi del progetto GOL, oppure il Veneto ha previsto un’indennità per chi frequenta i corsi di upskilling, cioè di arricchimento delle competenze. Però, lo ricordiamo, il progetto GOL non riguarda esclusivamente i percettori RdC.

Insomma, non resta che attendere eventuali aggiornamenti.

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