AZIENDE CHE NON RICHIEDONO LA CIG: ECCO L’ESONERO CONTRIBUTIVO

AZIENDE CHE NON RICHIEDONO LA CIG: ECCO L’ESONERO CONTRIBUTIVO

AZIENDE CHE NON RICHIEDONO LA CIG: ECCO L’ESONERO CONTRIBUTIVO

Il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, ha previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiedono trattamenti di integrazione salariale.

È  previsto in favore dei datori di lavoro del settore privato che non richiedano trattamenti di integrazione salariale – con esclusione di quello agricolo – un ulteriore esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fruibile entro il 31 gennaio 2021.

Inoltre, possono accedere all’esonero i datori di lavoro privati che abbiano già fruito, nel mese di giugno 2020, dei trattamenti ordinari di integrazione salariale, degli assegni ordinari e dei trattamenti di integrazione salariale in deroga, riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Ai fini della verifica del rispetto del presupposto legittimante il riconoscimento dell’esonero è necessario fare riferimento alle singole matricole INPS attribuite ai datori di lavoro, in ragione del diverso inquadramento previdenziale.

Più nello specifico, l’esonero contributivo può essere riconosciuto ai seguenti datori di lavoro privati che abbiano fruito dei trattamenti di integrazione salariale nel mese di giugno 2020:

  • soggetti ai quali sia stato già interamente autorizzato l’ulteriore periodo di nove settimane di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 104/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126/2020, decorso il periodo autorizzato;
  • soggetti appartenenti ai settori interessati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020”;
  • soggetti che rinuncino alla spendita del residuo di esonero di cui all’articolo 3 del decreto-legge n. 104/2020 e non intendano avvalersi dei nuovi trattamenti di integrazione salariale.
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