AZIENDE STRATEGICHE: ALTRE 13 SETTIMANE DI CIG

AZIENDE STRATEGICHE: ALTRE 13 SETTIMANE DI CIG

AZIENDE STRATEGICHE: ALTRE 13 SETTIMANE DI CIG

Approvato il ddl di conversione del decreto-legge 103/2021, recante disposizioni urgenti per la tutela dell’occupazione.

Particolare attenzione deve essere prestata alle aziende strategiche. 

Di seguito, si esaminano alcune delle più significative novità.

1. Fra le misure a tutela dell’occupazione, la normativa consente alle imprese con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a 1.000 che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale di presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale, per una durata massima di ulteriori 13 settimane fruibili fino al 31 dicembre 2021.

2. I datori di lavoro che utilizzano questa misura non potranno procedere con i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nè avviare procedure di licenziamento collettivo, così come saranno sospese le procedure già in corso.

3. Le sospensioni e le preclusioni in questione, non si applicano nelle ipotesi di licenziamenti motivati:

  • dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa,
  • oppure dalla cessazione definitiva dell’attività di impresa conseguente alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa.

Sono, inoltre, esclusi dal divieto i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa o ne sia disposta la cessazione.

4. Ai lavoratori è comunque riconosciuto il trattamento di NASpI.

5. Per tali interventi sono stanziati 21,4 milioni di euro per l’anno 2021 e, in caso di raggiungimento di detto limite, non saranno prese in considerazione ulteriori domande. 

Attenzione: prorogato, per l’anno 2022, l’esonero dal versamento delle quote di accantonamento di TFR al fondo di tesoreria dell’INPS e dal contributo di licenziamento, per le società sottoposte a procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria che richiedono il trattamento straordinario di integrazione salariale.