BONUS LOCAZIONI: ECCO LE NOVITÀ DEL DECRETO RILANCIO

BONUS LOCAZIONI: ECCO LE NOVITÀ DEL DECRETO RILANCIO

BONUS LOCAZIONI: ECCO LE NOVITÀ DEL DECRETO RILANCIO

In base all’art. 28 del decreto Rilancio, relativo al bonus sulle locazioni, viene attribuito un credito d’imposta del 60% relativo ai canoni di locazione di marzo, aprile e maggio del 2020.

REQUISITI

Il bonus introdotto dal Decreto rilancio, che si traduce in un credito di imposta al 60%, verrà riconosciuto a condizione che:

  • il contratto abbia a oggetto canoni di locazione, di leasing, di concessione relativi a immobili non abitativi utilizzati nell’esercizio dell’attività di impresa (commerciale, industriale, etc.) o di lavoro autonomo;
  • il fatturato relativo ai predetti periodi deve essere diminuito almeno del 50% rispetto ai corrispondenti periodi dell’anno precedente.

La disposizione prevede espressamente che il credito sorge solo nel caso in cui venga effettuato il relativo pagamento del dovuto.

MOROSITÀ DEL CONDUTTORE

A causa della crisi economia in atto, è probabile che il conduttore abbia maturato un debito pregresso costituito dai canoni di locazione arretrati; in questo caso, il decreto Rilancio offre una soluzione che permetterà di maturare il diritto a fruire del credito di imposta.

Il contribuente, infatti, potrà beneficiare del credito di imposta del 60% dei canoni, o in caso di affitto di azienda del 30%, a condizione che il pagamento dei canoni di marzo, aprile e maggio venga effettuato entro il 31 dicembre dell’anno 2020.

PAGAMENTO PARZIALE

C’è poi da valutare il problema di come imputare i pagamenti se entro il termine dell’anno 2020 il conduttore ha maturato un debito pregresso riguardante i canoni relativi a diverse mensilità e il pagamento effettuato è parziale.  

La soluzione al problema deve essere rinvenuta nell’art. 1193 c.c. In particolare:

  • al comma 1, è disposto che “chi ha più debiti della medesima specie verso la stessa persona può dichiarare, quando paga, quale debito intende soddisfare”. Quindi, se il debitore non avrà entro il 31 dicembre 2020 sufficiente liquidità per estinguere il debito integrale, dovrà indicare espressamente che il pagamento parziale riguarda i canoni di marzoaprile e maggio. In tal caso, pur essendo ancora debitore, (ad esempio dei canoni dei precedenti mesi di gennaio e febbraio), avrà maturato il diritto a fruire del credito di imposta. L’imputazione del pagamento parziale ai mesi di marzo, aprile e maggio, potrà risultare dalla causale di bonifico bancario;
  • al comma 2 dispone che “in mancanza di tale dichiarazione, il pagamento deve essere imputato al debito scaduto; tra più debiti scaduti, a quello meno garantito; tra più debiti ugualmente garantiti, al più oneroso per il debitore; tra più debiti ugualmente onerosi, al più antico”. Poiché canoni di locazione sono di eguale importo, se il debitore non fornisca indicazioni, il pagamento sarà imputato ai debiti più remoti.

IMPUTAZIONE DEL CREDITORE

Infine, se il debitore non indica espressamente l’imputazione del pagamento parziale, la prima scelta spetta al creditore, secondo quanto stabilito dall’art. 1195 c.c.

La dichiarazione di imputazione del creditore deve però essere accettata dal debitore e, se inserita nello stesso documento contenente la quietanza, la ricezione del documento da parte del debitore si riferisce solo alla quietanza in essa contenuta, soddisfacendo il suo interesse a conservare la prova documentale dell’avvenuto pagamento, ma non presuppone un accordo sull’imputazione; affinché la ricezione del documento assuma valore di prova dell’accettazione dell’imputazione operata dal creditore è necessario, infatti, che essa non venga immediatamente contestata dal debitore.

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