BUONI PASTO: TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE

BUONI PASTO: TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE

BUONI PASTO: TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE

Approvato l’aumento della deducibilità ai fini fiscali dei buoni pasto elettronici, che passa da 5,29 a 7 euro.

A seguito dell’emergenza Covid-19, è stata chiarita la possibilità di erogare i buoni anche ai lavoratori in smart working.

Ma cosa sono i buoni pasto? Sono strumenti disponibili sia in versione cartacea che nel formato elettronico, esenti da imposizione fiscale e contribuzione entro specifici tetti massimi giornalieri fissati dalla legge.

Nello specifico:

  • il buono cartaceo non è soggetto a trattenute fino al valore facciale di 4 euro, 
  • il buono elettronico è esente da tassazione fino al valore di 8 euro. 

1. BENEFICIARI

I buoni pasto sono documenti emessi in forma cartacea o elettronica che danno al loro possessore il diritto di ottenere, dagli esercizi convenzionati con la società di emissione, la somministrazione di alimenti e bevande e la cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo
Permettono, quindi, di ricevere un servizio sostitutivo della mensa aziendale di importo corrispondente al valore del buono pasto.

La non imponibilità fiscale e contributiva degli importi erogati sotto forma di buoni pasto si applica soltanto se l’orario di lavoro non preveda il diritto alla pausa pranzo.

2. LIMITI

I buoni pasto non sono: 

  • cedibili, 
  • commercializzabili, 
  • cumulabili oltre il limite di 8 buoni,
  • convertibili in denaro. 

Essi, inoltre, sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore facciale ed hanno validità di un anno; possono essere utilizzati solo se datati e sottoscritti dal titolare.

I buoni pasto sono esenti da tassazione fino all’importo giornaliero stabilito dalla legge: soltanto l’eccedenza rispetto a tale cifra concorre a determinare il reddito da lavoro dipendente ai fini del calcolo dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali.

3. INDENNITÀ DI PASTO: LE MODALITÀ

Esistono diverse modalità per la gestione dell’indennità di pasto in favore dei lavoratori dipendenti:

  • la concessione di buoni pasto: esenti da oneri fiscali e previdenziali fino a euro 5,29, 7 euro se elettronici. 

L’importo del valore nominale del ticket che eccede tale limite costituisce retribuzione imponibile e non può mai essere considerato assorbibile dalla franchigia di 258,23 euro annui stabilita con riferimento ai beni ceduti o ai servizi prestati dal datore di lavoro:

  • le indennità di mensa, interamente imponibili sotto il profilo contributivo e fiscale;
  • le indennità sostitutive corrisposte agli addetti alle strutture lavorative a carattere temporaneo, esenti fino al limite di 5,29 euro al giorno;
  • l’erogazione del servizio attraverso apposite mense aziendali: in questo caso il limite di esenzione non opera sia per le mense interne, che per i pubblici esercizi essenzialmente sulla base e nei limiti di importo stabiliti con apposite convenzioni o contratti d’appalto tra datore di lavoro e pubblico esercizio.

4. QUANDO SPETTA

Il buono pasto non costituisce diritto imprescindibile del lavoratore e spetta soltanto quando previsto da un apposito accordo collettivo o individuale.

In mancanza di tale accordo, i benefici previsti dai buoni pasto non possono essere pretesi.

La legge, quindi, non impone al datore di lavoro alcun obbligo sul rilascio dei buoni pasto, ma la loro concessione è sempre specificata nel contratto di assunzione o è frutto di successivi accordi.

5. VANTAGGI

L’erogazione dei buoni pasto consente all’azienda di ottenere un risparmio, sul costo del lavoro del proprio personale dipendente, quasi pari al 22%.

A ciò si aggiunge il vantaggio dell’esenzione fiscale per il lavoratore e la possibilità per l’azienda di dedurre il costo di acquisto dei buoni dalla propria contabilità aziendale.

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