Carta Risparmio Spesa 2023: Tre novità in Gazzetta Ufficiale

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i nuovi dettagli sulla Carta Risparmio Spesa, il contributo dal valore di 382,50 euro.

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Carta Risparmio Spesa 2023

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i nuovi dettagli sulla Carta Risparmio Spesa, il contributo dal valore di 382,50 euro.

La Carta Risparmio Spesa sarà una prepagata ricaricabile, dal valore di 382,50 euro che si potrà utilizzare per acquistare beni alimentari di prima necessità. Spetta alle famiglie che hanno determinati requisiti. Ad esempio, un ISEE sotto 15 mila euro e secondo uno specifico ordine di priorità, che favorisce gli ISEE più bassi e le famiglie più numerose e con figli più piccoli. Questo, però, non esclude necessariamente le altre famiglie in stato di difficoltà.

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Bisogna fare domanda per la Carta Risparmio Spesa?

A differenza delle altre prestazioni che conosciamo, per la Carta Risparmio Spesa non si deve fare domanda, ma è prevista una sorta di assegnazione automatica. Questa assegnazione si basa proprio sui requisiti e sull’ordine di priorità. Più precisamente, potranno esserci al massimo 1 milione e 300 mila card in tutta Italia che, effettivamente, non sono molte.

Queste card sono ripartite per ogni singolo comune. Nell’allegato 2 del decreto c’è l’indicazione del numero di card che spettano a ogni singolo comune. Entro 30 giorni dal 12 maggio, quindi entro l’11 giugno, INPS dovrà far sapere ai comuni le liste delle persone che hanno i requisiti per la Carta Risparmio Spesa. A loro volta, i comuni dovranno verificare il requisito anagrafico delle famiglie indicate e procedere all’assegnazione. A quel punto, se avanzano delle card rispetto alle linee guida, potranno essere distribuite anche ad altre famiglie in stato di bisogno.

Ad ogni modo, saranno i comuni stessi a far sapere alle famiglie interessate come e quando andare a prelevare queste card. Da decreto, dovranno essere attive a partire da luglio 2023. Di principio, l’importo della Carta Risparmio Spesa è una tantum, cioè spetta una sola volta a famiglia. Però, nel caso in cui dovessero esserci ancora dei fondi, le stesse card già assegnate potrebbero essere ricaricate.

Quale che sia il caso, queste somme potranno essere spese solo per acquistare beni alimentari di prima necessità, indicati nell’allegato 1 del decreto. Vanno dalle carni, al latte, ai prodotti alimentari per l’infanzia, sono banditi gli alcolici. È bene sottolineare che la Carta Risparmio Spesa non si potrà usare in tutti i negozi, ma solo in quelli che aderiranno all’iniziativa. Questi negozi saranno consultabili sul sito del Ministero dell’Agricoltura.

In ultimo, la Carta Risparmio Spesa non spetta a quelle famiglie che, al 12 maggio 2023, sono titolari di Reddito di Cittadinanza, Reddito di Inclusione o qualsiasi altra misura di inclusione sociale o sostegno alla povertà. Né alle famiglie in cui ci sono persone che ricevono la NASpI, la DIS-COLL, la cassa integrazione o qualsiasi altra forma di integrazione salariale. Insomma, una platea molto ridotta e forse anche la ragione per cui le carte sono solo 1 milione e 300 mila card.

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