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Case green: Cosa prevede la nuova direttiva del Parlamento Ue

Il parlamento Ue approva la direttiva per l’efficientamento energetico obbligatorio per gli edifici residenziali entro il 2030.  

Si tratta di un passo molto importante verso un obiettivo che dovrebbe essere raggiunto entro il 2030. Tuttavia, manca ancora la fase dei negoziati tra le varie istituzioni europee e la definizione dei finanziamenti. La proposta ha generato non poche perplessità. Se da un lato rappresenta una svolta determinante per l’ambiente, dall’altro bisognerà farsi carico di costi nettamente maggiori per le ristrutturazioni.

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Cosa prevede il testo della direttiva Ue sulle Case Green

Innanzitutto, sono stabiliti due limiti temporali per l’efficientamento degli edifici residenziali. Il passaggio entro il 2030 alla classe energetica E e alla classe energetica D entro il 2033.

L’obiettivo riguarderà il 15% degli edifici più energivori che dovranno essere collocati dai paesi Ue nella classe energetica più bassa, la G. In Italia si tratta di circa 1,8 milioni di edifici residenziali.

La direttiva Ue Case Green punta anche gli edifici non residenziali, gli impianti solari e le nuove costruzioni. Da gennaio 2026, per i nuovi edifici occupati, gestiti o di proprietà di enti pubblici, scatta l’obbligo di realizzare i cosiddetti ZEB (zero emission buildings). Negli altri casi, la scadenza è il 2028.

Sono, comunque, previste delle deroghe. Infatti, sono esclusi dal piano di efficientamento energetico gli edifici di particolare pregio storico e architettonico. I luoghi di culto, gli edifici temporanei. Le seconde case utilizzate per meno di quattro mesi all’anno e gli immobili autonomi con meno di 50 metri quadri. Inoltre, la deroga può essere applicata anche agli edifici di edilizia residenziale pubblica.

In generale, i Paesi membri avranno la possibilità di chiedere alla Commissione europea deroghe per ragioni tecniche ed economiche. Per un massimo del 22% del totale degli immobili.

Infine, la direttiva Ue Case Green menziona anche i bonus edilizi, stabilendo che non saranno più messi a disposizione incentivi per l’installazione delle caldaie a gas. Ma attenzione. Il divieto non è esplicitamente indicato anche per i sistemi di riscaldamento ibridi e per le caldaie certificate per funzionare con combustibili rinnovabili. Pertanto, è possibile che queste agevolazioni restino così come sono.

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