CASSA INTEGRAZIONE E ASSEGNO ORDINARIO: CHIARIMENTI SULLE RICHIESTE

CASSA INTEGRAZIONE E ASSEGNO ORDINARIO: CHIARIMENTI SULLE RICHIESTE

CASSA INTEGRAZIONE E ASSEGNO ORDINARIO: CHIARIMENTI SULLE RICHIESTE

Il nuovo e più ridotto termine di trasmissione delle domande e la relativa penalizzazione riguarda esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di intervento di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale”.

Con il messaggio n. 2183 del 26 maggio 2020, l’INPS fornisce le prime indicazioni sui nuovi termini di presentazione della domanda di cassa integrazione e assegno ordinario.

In particolare, in virtù di quanto disposto dal Dl Rilancio l’istanza in questione deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Al fine di consentire un più graduale adeguamento ai nuovi e più stringenti termini di trasmissione delle domande, è stato fissato al 31 maggio il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020; inoltre, viene introdotta una penalizzazione per le istanze trasmesse oltre il predetto termine, stabilendo che, per queste domande, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione delle medesime.

L’Istituto precisa che il nuovo e più ridotto termine di trasmissione delle domande e la relativa penalizzazione riguardano esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di intervento di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale” per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che si collocano all’interno dell’arco temporale compreso tra il 23 febbraio ed il 30 aprile 2020.

In tutti gli altri casi, il flusso gestionale delle domande, che tiene conto del nuovo impianto normativo declinato dall’articolo 68 del citato D.L. n. 34/2020, sarà illustrato dal’INPS con un’apposita circolare di prossima emanazione.

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