CEDOLINO PENSIONI GENNAIO 2023: ECCO COSA CONTROLLARE

CEDOLINO PENSIONI GENNAIO 2023: ECCO COSA CONTROLLARE

CEDOLINO PENSIONI GENNAIO 2023: ECCO COSA CONTROLLARE

Da qualche giorno è disponibile il cedolino delle pensioni di gennaio 2023, ma in tanti non si trovano con i conti e qualcuno si lamenta di aver trovato addirittura un importo più basso del solito.

Il cedolino delle pensioni è un documento molto utile che permette ai pensionati e alle pensionate di conoscere tutti i fattori che determinano l’importo mensile. Si può consultare dal sito INPS, accedendo attraverso le solite credenziali (spid, carta di identità elettronica, carta nazionale dei servizi), oppure si può chiedere di riceverlo ogni mese per e-mail. Le pensioni di gennaio 2023 saranno in pagamento a partire dal 3 gennaio.

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La pensione in arrivo a gennaio sarà particolare rispetto a quella degli altri anni, da un lato per le “novità” previste dalla legge di bilancio 2023, dall’altro per gli anticipi del decreto aiuti bis e, proprio per questa ragione, è sicuramente d’aiuto controllare il cedolino. A differenza degli altri anni, sul cedolino di gennaio non troveremo il conguaglio definitivo dell’anno precedente, pari allo 0,2%, perché questo era già stato anticipato, dal decreto aiuti bis, sulla rata di novembre 2022 o, in alcuni casi, sul rateo del mese di dicembre 2022.

Ciò che dovrebbe esserci è la rivalutazione provvisoria del 7,3%, ma non tutti l‘hanno trovata, almeno per ora. INPS ci tiene a far sapere che, sulla pensione di gennaio, la maxi rivalutazione del 7,3% è stata applicata in misura piena solo per le pensioni fino a 2.101,52 euro, cioè fino a 4 volte il trattamento minimo. INPS dice di aver fatto questa scelta perché al momento in cui sono stati fatti i calcoli della pensione, la legge di bilancio era ancora in corso di modifica. Quindi, per evitare di pagare importi che poi si sarebbero dovuti restituire, INPS afferma che effettuerà i dovuti conguagli sulle prossime rate, quando avrà a disposizione tutti i dati.

Di conseguenza, i pensionati che ricevono complessivamente più di 2.101,52 euro dovranno aspettare febbraio e forse anche marzo, per vedere i primi effetti degli aumenti previsti per il 2023. Questi importi si potranno controllare sotto la voce “Pensione lorda”. Al contrario, non tardano mai le trattenute fiscali. In particolare, l’IRPEF, le addizionali regionali e comunali del 2022. E attenzione, perché gennaio è anche mese di ricalcolo e conguaglio di queste trattenute. Quindi, se nel corso del 2022 le trattenute sono state inferiori a quello che bisognava versare, è proprio a gennaio e febbraio che INPS effettua il recupero. Però, la rateizzazione di questi conguagli potrebbe continuare in maniera dilazionata fino a novembre, ma solo se l’importo del conguaglio è più alto di 100 euro e la pensione annuale è più bassa di 18 mila euro.

Sul cedolino si possono controllare questi importi sulle rispettive diciture. Ad esempio, Debito IRPEF, Addizionale IRPEF regionale o comunale a debito del pensionato 2022. Il controllo degli importi totali di queste trattenute si possono effettuare anche nella Certificazione Unica 2023. Infine, le trattenute fiscali non si applicano sulle prestazioni di invalidità civile, sulle pensioni o sugli assegni sociali, visto che si tratta di prestazioni esenti IRPEF, né sulle prestazioni non assoggettate alla tassazione per motivi particolari, ad esempio, la detassazione per residenza estera.

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