DECRETO APRILE: QUALI SONO LE MISURE PREVISTE?

DECRETO APRILE: QUALI SONO LE MISURE PREVISTE?

DECRETO APRILE: QUALI SONO LE MISURE PREVISTE?

Le ultime misure alternative studiate dal Governo per non aggravare ulteriormente la situazione di datori e dipendenti.

Durante questo periodo di stop quasi integrale del Paese, dovuto alla sospensione delle diverse attività produttive a causa del Coronavirus, le imprese stanno soffrendo la carenza di liquidità.

L’annunciato decreto di aprile è slittato all’ultima settimana del mese ma il Governo sta studiando misure alternative, per non aggravare ulteriormente la situazione di datori e dipendenti.

MECCANISMO DELLE COMPENSAZIONI

Una delle misure allo studio prevede l’incremento da 700.000 a 1.000.000 di euro del limite annuale previsto per le compensazioni orizzontali tra crediti e debiti fiscali; l’idea sarebbe quella di rendere immediatamente utilizzabile il nuovo plafond, con l’intento di dare subito respiro alle aziende che già dal 31 maggio 2020 sarebbero tenute a versare nelle casse dell’Erario l’IVA sospesa avente scadenza il 16 marzo, e lo stesso dicasi per i contributi e le ritenute.

Le imprese da tempo chiedono il “blocco” delle disposizioni di fine anno che hanno introdotto una complicata procedura di verifica delle ritenute sulle commesse in appalto e in subappalto, di importo superiore a 200.000 euro. Il Governo si è limitato a prorogare di pochi giorni il certificato di regolarità fiscale fino al termine del mese di giugno, necessario per “saltare” il complesso meccanismo, ma la misura è largamente insufficiente.

Deve poi considerarsi che anche le misure che potenziano le compensazioni orizzontali richiedono l’apposizione del visto di conformità con una serie di controlli, a cura del professionista, che appone il visto, poco agevoli.

REDDITO DI ULTIMA ISTANZA E D’EMERGENZA

Il cd. “reddito di ultima istanza”, pari a 600 euro per il mese di marzo in favore dei lavoratori autonomi e professionisti, sarà rinnovato anche per il mese di aprile e l’importo dovrebbe aumentare a 800 euro.

Inoltre, per coloro che lavorano “in nero”, quindi senza possibilità di dimostrare di aver subito una contrazione del lavoro, sarà introdotto il cd. “Reddito d’emergenza”, che garantirà un accredito intorno ai 500 euro per una durata limitata (un paio di mesi). Possono entrare a far parte di quest’ultima tutela anche i lavoratori domestici, rimasti completamente esclusi dal cd. “Decreto Cura Italia”.

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