Decreto lavoro ufficiale: Confermata la fine di RdC

È ufficiale, il decreto lavoro 2023 diventa legge e conferma la fine del Reddito di Cittadinanza. L’avvio delle due nuove misure: l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro.

Decreto lavoro ufficiale

Decreto lavoro ufficiale

È ufficiale, il decreto lavoro 2023 diventa legge e conferma la fine del Reddito di Cittadinanza. L’avvio delle due nuove misure: l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro.

Nonostante i numerosi emendamenti presentati, il passaggio alla camera è avvenuto tramite fiducia. In altre parole, non ci sono modifiche rispetto a quello che si era già visto al Senato. Quindi è ufficiale che il decreto lavoro diventa legge!

Cosa succede al Reddito di Cittadinanza?

È confermata la durata di 7 mesi nel 2023 per gli occupabili. Quindi, al netto di rinnovi o sospensioni, si possono ricevere solo 7 pagamenti. Gli occupabili sono quelle famiglie in cui non ci sono minorenni, over 60, persone con disabilità almeno media, come considerata ai fini ISEE e le persone prese in carico dai servizi sociali dei comuni. Su questo punto attenzione. La presa in carico deve avvenire comunque entro i 7 mesi di percezione.

Tuttavia, i servizi sociali, tramite della piattaforma GEPI, avranno fino al 31 ottobre per far sapere a INPS chi è preso in carico. Con la sola conseguenza che, se scadono i 7 mesi prima di questa comunicazione, RdC sarà sospeso. Invece, se entro il 31 ottobre questa comunicazione arriva, allora RdC sarà riattivato e spetteranno anche le eventuali mensilità di arretrato.

In altre parole, per tutte queste categorie di persone. Cioè nuclei familiari con minorenni, over 60, persone con disabilità almeno media o prese in carico dai servizi sociali. Per loro RdC potrà continuare regolarmente fino al 31 dicembre 2023. È importante tener presente che un nucleo familiare può essere composto anche da una sola persona.

Nel frattempo, resteranno in vigore anche altre regole del Reddito di Cittadinanza. Ad esempio, gli sgravi per le assunzioni dei percettori e il celebre articolo 7. Vale a dire le penalità e i reati legati a RdC che continueranno comunque ad essere perseguibili.

Gli occupabili nel decreto lavoro 2023

Per loro, o meglio, per alcuni di loro, prenderà il via da settembre il Supporto Formazione e Lavoro. Si tratta di una misura che prevede un’indennità di partecipazione di 350 euro al mese, a fronte della partecipazione a progetti di politiche attive per il lavoro o progetti simili, come i PUC o il servizio civile. A differenza di RdC, il Supporto è una misura personale. Quindi, potenzialmente, nella stessa famiglia più persone potrebbero comunque rientrare nella misura.

Potrebbero perché, anche se formalmente possono accedere solo le persone che non hanno i requisiti per l’Assegno di Inclusione, ci sono in realtà dei requisiti da rispettare. In primo luogo, questa misura si rivolge alle persone che hanno tra i 18 e i 59 anni, con un ISEE fino a 6 mila euro, un reddito familiare entro una certa soglia, residenza in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi due in maniera continuativa. Non devono avere macchine, moto o imbarcazioni entro determinate caratteristiche, non avere in famiglia disoccupati per dimissioni volontarie e non essere sottoposti a misure cautelari o di prevenzione personali, né condanne definitive negli ultimi dieci anni.

Oltre alla partecipazione ai suddetti corsi, chi ha tra i 18 e 29 anni e non ha completato l’obbligo scolastico, dovrà anche iscriversi e frequentare i percorsi di istruzione per adulti. In caso contrario, il beneficio non spetta. In ultimo, è bene chiarire che il Supporto non è compatibile con il Reddito di Cittadinanza o qualsiasi altra forma di integrazione al reddito o supporto per la disoccupazione.

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