DECRETO RILANCIO: CREDITO D’IMPOSTA PER I SERVIZI EDITORIALI

DECRETO RILANCIO: CREDITO D’IMPOSTA PER I SERVIZI EDITORIALI

DECRETO RILANCIO: CREDITO D’IMPOSTA PER I SERVIZI EDITORIALI

Con l’approvazione del decreto “Rilancio” sono state introdotte una serie di norme finalizzate a mitigare gli effetti negativi conseguenti all’emergenza epidemiologica da Covid-19, tra le quali spicca l’art. 190.

L’art. 190, che riconosce alle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione, che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, un credito d’imposta pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nell’anno 2019 per l’acquisizione dei servizi di serverhosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, e per information technology di gestione della connettività.

L’agevolazione è riconosciuta a ciascuna impresa, previa istanza da presentare al dipartimento per l’Informazione e l’Editoria istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri; in caso di insufficienza delle risorse disponibili, l’amministrazione procede alla ripartizione delle richieste in misura proporzionale al credito d’ imposta spettante.

Le spese si considerano sostenute a condizione che rispettino i requisiti di inerenza e competenza previsti dall’articolo 109 del Tuir; l’’effettuazione di tali spese deve risultare da un’apposita attestazione rilasciata dagli intermediari abilitati a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti.

Il credito d’imposta riconosciuto per tali tipologie di spese è alternativo e non è cumulabile con altre agevolazioni della medesima natura è non è, inoltre, cumulabile con il contributo diretto alle imprese editrici di quotidiani e periodici (previsto dall’articolo 2, commi 1 e 2, della legge n. 198/2016, e dal Dlgs n. 70/2017).

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante l’utilizzo del modello F24, da inviare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena lo scarto, che avviene nel caso in cui siano utilizzati servizi telematici diversi da quelli messi a disposizione dell’Agenzia o nel caso in cui l’ammontare del credito utilizzato in compensazione risulti eccedente l’importo spettante.

Il credito d’imposta è revocato nel caso in cui venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti previsti dalla legge, o nel caso in cui la documentazione contenga elementi non veritieri, o nell’ipotesi di dichiarazioni mendaci.

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