DECRETO RISTORI: CANCELLAZIONE SECONDA RATA IMU

DECRETO RISTORI: CANCELLAZIONE SECONDA RATA IMU

DECRETO RISTORI: CANCELLAZIONE SECONDA RATA IMU

Il decreto Ristori stabilisce che, per l’anno 2020, non è dovuta la seconda rata dell’IMU riguardante gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività indicate nella tabella di cui all’allegato 1 al decreto, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate in tali luoghi

Il nuovo annullamento del versamento della seconda rata IMU 2020 si aggiunge all’annullamento del versamento della seconda rata IMU 2020 stabilito con l’art. 78, D.L. n. 104/2020..

In particolare, il nuovo annullamento riguarda gli immobili e le relative pertinenze richiedendo, però, che i proprietari degli immobili esonerati siano anche gestori delle attività esercitata negli immobili esonerati.

Ai fini della individuazione degli immobili e delle relative pertinenze oggetto di esonero si fa rinvio alla tabella delle attività, individuate con il codice ATECO, presenti nell’allegato 1 al decreto Ristori.

Per completezza si ricorda che, in base alle disposizioni contenute nel Decreto Agosto, non è dovuta la seconda rata dell’IMU 2020 relativa:

a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, immobili degli stabilimenti termali;

b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
d) immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

e) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili.