DECRETO RISTORI: CREDITO DI IMPOSTA LOCAZIONI 2020

DECRETO RISTORI: CREDITO DI IMPOSTA LOCAZIONI 2020

DECRETO RISTORI: CREDITO DI IMPOSTA LOCAZIONI 2020

Tra le misure contenute nel decreto Ristori è prevista l’estensione del bonus locazioni, destinato a dare sollievo finanziario alle tante attività economiche e professionali che stanno risentendo della crisi economica causata dall’epidemia da Covid-19.

La misura prevede che, in presenza di un calo di fatturato, spetta un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone o al 30% (50% per le strutture ricettive) in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Va precisato, però, che il beneficio non spetta a tutte le imprese, enti e lavoratori autonomi, che rispettano determinati requisiti, ma solo ad alcune specifiche categorie economiche appositamente individuate. Il credito d’imposta, nella formulazione precedente al decreto Ristori, spettava a:

  • imprese individuali, S.n.c. e S.a.s., S.r.l, S.p.a., S.a.p.a. che producono reddito d’impresa indipendentemente dal regime contabile adottato;
  • stabili organizzazioni di soggetti non residenti;
  • persone fisiche e associazioni che esercitano arti e professioni;
  • enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore, enti religiosi civilmente riconosciuti, ma solo in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale;
  • soggetti in regime forfetario e in regime di vantaggio e agli imprenditori e imprese agricole, sia quelle che determinano per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa.

Per beneficiare dell’importo pieno del 60%, però, era necessario che questi soggetti avessero avuto ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

Ora, invece, l’art. 8 del decreto Ristori stabilisce che il credito d’imposta spetta alle imprese operanti nei settori riportati nella tabella di cui all’allegato 1 annesso al decreto, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta 2019.

Viene meno, quindi, il limite di 5 milioni di euro, ma si restringe il campo applicativo, potendo beneficiare del bonus solo le attività maggiormente colpite dalle ultime chiusure e restrizioni, quali le discoteche, le attività di ristorazione, giusto per citarne alcune.

Resta, però, confermata l’altra condizione: ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d’imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Per quanto riguarda l’importo:

  • se si tratta di contratti di locazione, il credito d’imposta è pari al 60% dell’ammontare mensile del canone corrisposto;
  • se, invece si tratta di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, la percentuale è pari al 30%.