DECRETO SOSTEGNI: AL VIA LE DOMANDE PER FONDO PERDUTO

DECRETO SOSTEGNI: AL VIA LE DOMANDE PER FONDO PERDUTO

DECRETO SOSTEGNI: AL VIA LE DOMANDE PER FONDO PERDUTO

BENEFICIARI

Il Decreto Sostegni ha previsto l’erogazione di un contributo a fondo perduto per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel Territorio dello Stato, che nel 2019 abbiano conseguito un ammontare di ricavi o di compensi non superiore a dieci milioni di euro.
Il contributo spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali.

ESCLUSIONI

Sono esclusi dal beneficio, invece, i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del citato decreto o che abbiano attivato la Partita IVA successivamente alla predetta data, gli enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR, gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del TUIR.

CALO FATTURATO

Il contributo spetta se l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. Per i soggetti che hanno attivato la Partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del suddetto requisito del calo di fatturato/corrispettivi, sempre che rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.

AMMONTARE DEL CONTRIBUTO 

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2019.

Tale percentuale è del 60%, 50%, 40%, 30% e 20% per i soggetti con ricavi o compensi, rispettivamente, non superiori a 100mila euro, superiori a 100mila euro e fino a 400centomila euro, superiori a 400centomila euro e fino a un milione di euro, superiori a un milione di euro e fino a 5 milioni di euro, superiori a 5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto Sostegni. 
Viene garantito comunque un contributo minimo per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. 
L’importo del contributo riconosciuto non può in ogni caso superare 150.000 euro.

PRESENTAZIONE ISTANZA

Per la richiesta del contributo, i soggetti a cui spetta sono tenuti ad inviare una istanza, esclusivamente in via telematica, all’Agenzia delle Entrate.
Con il provvedimento prot. n. 77923 del 23 marzo 2021 l’Agenzia ha definito:

  • le modalità di presentazione dell’istanza, 
  • il suo contenuto informativo, 
  • i termini di presentazione,
  • ogni altro elemento necessario all’attuazione delle disposizioni in commento.

L’istanza, oltre ai dati identificativi del soggetto richiedente e del suo rappresentante legale qualora si tratti di un soggetto diverso dalla persona fisica, contiene:

  • la dichiarazione dell’ammontare dei ricavi o compensi del secondo periodo di imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto, 
  • dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e dell’anno 2019,
  • l’IBAN del conto corrente intestato al codice fiscale del soggetto che ha richiesto il contributo, 
  • il codice fiscale dell’intermediario eventualmente delegato alla trasmissione.

COME OTTENERE IL CONTRIBUTO

L’Agenzia delle Entrate determina il contributo sulla base delle informazioni contenute nell’istanza. Il soggetto richiedente può scegliere se ottenere il valore totale del contributo:

  • come accredito sul conto corrente bancario o postale a lui intestato,
  • come credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite modello F24.

CONTRIBUTO NON SPETTANTE

Prima di effettuare l’accredito, l’Agenzia delle Entrate effettua una serie di controlli sui dati presenti nell’istanza e i dati presenti in Anagrafe Tributaria al fine di individuare anomalie e incoerenze che determinano lo scarto dell’istanza. 
Qualora il contributo sia in tutto o in parte non spettante, l’Agenzia delle Entrate recupera il contributo non spettante, irrogando le rispettive sanzioni.
È comunque consentita la regolarizzazione spontanea da parte del contribuente, mediante restituzione del contributo indebitamente percepito e dei relativi interessi.

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