DECRETO SOSTEGNI: NUOVE TUTELE CIG, ASSEGNO ORDINARIO E CISOA

DECRETO SOSTEGNI: NUOVE TUTELE CIG, ASSEGNO ORDINARIO E CISOA

DECRETO SOSTEGNI: NUOVE TUTELE CIG, ASSEGNO ORDINARIO E CISOA

All’esame del Parlamento la riforma degli ammortizzatori sociali, che punta a creare un sistema di sussidi a copertura universale per i disoccupati e a rivedere le regole della cassa integrazione.

Alla luce delle disposizioni introdotte dal DL Sostegni, l’INPS con il messaggio n. 1297 dello scorso 26 marzo, ha fornito le prime indicazioni sulla gestione delle domande di cassa integrazione, assegno ordinario e cassa integrazione speciale operai agricoli.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l’approfondimento del 6 aprile 2021 si sofferma sul quadro normativo, i termini, le modalità di richiesta e di pagamento delle prestazioni e, dall’analisi in questione, emerge un vero e proprio vuoto di tutele, almeno fino al 31 marzo 2021, per tutti i lavoratori assunti a decorrere dal 5 gennaio 2021.

1. STRUMENTI A DISPOSIZIONE

Così, i datori di lavoro privati che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono fare richiesta di:

  1. cassa integrazione ordinaria (CIGO) per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021;
  2. assegno ordinario (ASO) e cassa integrazione salariale in deroga (CIGD), per una durata massima di 28 settimane nel periodo tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021;
  3. cassa integrazione guadagni nel settore agricolo (CISOA), per una durata massima di 120 giorni, nel periodo ricompreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.

Attenzione: tutte le misure sono escluse da contribuzione addizionale e possono essere richieste, per i lavoratori in forza alla data del 23 marzo 2021.

2. INTEGRAZIONE SALARIALE ORDINARIA

L’Inps ha precisato che le 13 settimane di CIGO concesse dal decreto Sostegni si aggiungono alle prime 12, già previste dalla legge di Bilancio 2021, le quali si collocano nel primo trimestre dell’anno in corso.
Secondo l’Istituto, i datori di lavoro hanno complessivamente a disposizione 25 settimane di trattamenti CIGO dal 1° gennaio al 30 giugno 2021, così suddivise:

  • 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021;
  • ulteriori 13 settimane dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021.

Attenzione: per la CIGO, il computo della “settimana” è legato ad un periodo di 6 giorni intercorrente dal lunedì al sabato. In base a tale presupposto, nell’arco temporale compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021, si contano soltanto 12 settimane. Rimarrebbero quindi “fuori” dalle tutele due intervalli temporali: quelli che corrono da giovedì 1° aprile a sabato 3 aprile e da lunedì 28 giugno a mercoledì 30 giugno, i quali formano per sommatoria una settimana, per così dire, scomposta. Su questi periodi temporali,  l’INPS dovrà pronunciarsi.

3. ASSEGNO ORDINARIO E CIG IN DEROGA

Il messaggio n. 1297/2021 ricorda che per l’assegno ordinario e per la cassa integrazione in deroga a carattere emergenziale è stato concesso un periodo massimo di 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021.
L’Istituto segnala che il nuovo periodo di trattamenti (28 settimane) deve ritenersi aggiuntivo a quello precedente.

Conseguentemente i datori di lavoro in questione, hanno complessivamente a disposizione 40 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.In ogni caso  il periodo di 12 settimane, deve essere collocato entro e non oltre il 30 giugno 2021.

4. CISOA

Il D.L. n. 41/2021 ha previsto per i datori di lavoro del settore agricolo, che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, la possibilità di presentare domanda di concessione del trattamento di cassa integrazione speciale operai agricoli, per una durata massima di 120 giorni, nel periodo ricompreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021; tale trattamento è concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda.
Anche in questa circostanza l’Istituto ha precisato che le provvidenze in questione sono aggiuntive a quelle, pari a 90 giornate, stabilite per il periodo intercorrente dal 1° gennaio al 30 giugno 2021, e che comunque devono essere fruite non oltre lo stesso termine finale del 30 giugno 2021.

5. VUOTO DI TUTELE

Si registra un vero e proprio vuoto di tutele – almeno fino al 31 marzo 2021 compreso – per tutti i lavoratori assunti a decorrere dalla data del 5 gennaio 2021, aggravato dall’inserimento in zona rossa di numerosi territori a carattere comunale e regionale. La Fondazione Studi si augura che questa criticità venga risolta in sede di conversione del decreto Sostegni.

6. TERMINI E MODALITÀ RICHIESTE

Non sono stati modificati i termini per la presentazione delle domande, che continuano a dover essere inoltrate all’Inps, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.L’Istituto precisa che il termine di trasmissione resta regolato dalla disciplina a regime anche per le domande riferite a sospensioni o riduzioni di attività iniziate nel mese di aprile 2021 con la conseguenza che le relative istanze di accesso ai trattamenti potranno continuare a essere trasmesse, a pena di decadenza, entro il 31 maggio 2021. Alla stessa conclusione si perviene anche in merito ai termini di trasmissione delle domande di CISOA su cui l’Inps si riserva comunque di emanare ulteriori istruzioni.

Attenzione: le richieste inerenti ai periodi stabiliti dal D.L. n. 41/2021, devono essere avanzate all’Inps utilizzando nuove causali. In particolare, per i trattamenti di:

  • di CIGO, ASO e CIGD, la causale “COVID 19 – DL 41/21”;
  • di CIGO sostitutiva della CIGS, la causale “COVID 19 – DL 41/21-sospensione Cigs”
  • di CIGD per le aziende collocate nella provincia autonoma di Trento, la causale “COVID 19 – DL 41/21 – Deroga Trento”;
  • di CIGD per le aziende collocate nella provincia autonoma di Bolzano, la causale “COVID 19 – DL 41/21 – Deroga Bolzano”.

7. PAGAMENTI

In caso di pagamento diretto da parte dell’Istituto, il datore di lavoro resta soggetto a inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale o entro 30 giorni dalla notifica della PEC contenente l’autorizzazione, qualora questo termine sia più favorevole all’azienda.

In merito alle modalità di pagamento della prestazione rimane la possibilità per l’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, così come la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’Inps, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.

Rimane invariata anche la possibilità per i datori di lavoro, in caso di pagamento diretto, di richiedere l’anticipo del 40%.

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