DEFINIZIONE AGEVOLATA IVA: COME FUNZIONA LA RIVALSA

DEFINIZIONE AGEVOLATA IVA: COME FUNZIONA LA RIVALSA

DEFINIZIONE AGEVOLATA IVA: COME FUNZIONA LA RIVALSA

Con la risposta n. 510 del 26 luglio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle modalità di esercizio del diritto di rivalsa del cedente e del diritto a detrazione del cessionario della maggiore IVA nel caso di definizione agevolata di una controversia

Nel decreto IVA è stabilito che «Il contribuente ha diritto di rivalersi dell’imposta o della maggiore imposta relativa ad avvisi di accertamento o rettifica nei confronti dei cessionari dei beni o dei committenti dei servizi soltanto a seguito del pagamento dell’imposta o della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi.

In tal caso, il cessionario o il committente può esercitare il diritto alla detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha corrisposto l’imposta o la maggiore imposta addebitata in via di rivalsa ed alle condizioni esistenti al momento di effettuazione della originaria operazione».

È così garantito il buon meccanismo della rivalsa, esercitabile dal fornitore soggetto passivo a condizione che il medesimo abbia definitivamente corrisposto le somme dovute all’erario a titolo di imposta, interessi e sanzioni, e il diritto di detrazione esercitabile dal cliente soggetto passivo a condizione che il medesimo abbia corrisposto quanto addebitatogli a titolo di rivalsa, consentendo il normale funzionamento dell’imposta.

Con le risposte ad interpello n. 128 e n. 129, pubblicate il 23 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha esteso anche alla definizione agevolata delle controversie di cui all’articolo 6 del decreto-legge. n. 119 del 2018, le conclusioni raggiunte dalla circolare n. 23/E del 25 settembre 2017, con la quale era stato consentito al cedente o prestatore, che avesse aderito validamente alla definizione agevolata delle controversie tributarie, di avvalersi della disposizione di cui all’articolo 60, ultimo comma, del decreto IVA.

Con la risposta n. 157 all’interpello presentato dall’istante, pubblicata il 24 maggio 2019, l’Agenzia gli ha riconosciuto la facoltà di esercitare nei confronti della cessionaria la rivalsa delle somme pagate a titolo di definizione della controversia tributaria e nei limiti delle stesse.
Ricordiamo che nel sistema dell’IVA vige, a garanzia della neutralità dell’imposta, il principio di alternatività delle forme di utilizzazione del credito IVA, in base al quale il contribuente può portare in detrazione l’imposta corrisposta in rivalsa sulle operazioni passive da quella dovuta sulle operazioni attive, oppure, al verificarsi di determinati presupposti, domandarne il rimborso.

Tale principio deve riconoscersi anche con riferimento al cessionario/committente non residente UE o extra UE. In altri termini, per il recupero dell’imposta addebitata in via di rivalsa ex articolo 60, ultimo comma del decreto IVA, il cessionario/committente non residente non è obbligato a ricorrere all’istituto dell’identificazione diretta o a nominare un rappresentante fiscale.

I termini previsti dalle singole norme di riferimento per richiedere il rimborso od esercitare la detrazione decorreranno dal momento in cui l’imposta diviene detraibile ed alle condizioni esistenti al momento dell’effettuazione dell’operazione originaria.

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