Differenze RdC e AdI, cosa cambia?

Ancora qualche mese e il Reddito di Cittadinanza sarà ufficialmente sostituito dall’Assegno di Inclusione. Ecco le principali differenze tra RdC e AdI.

Differenze RdC e AdI

Differenze RdC e AdI

Ancora qualche mese e il Reddito di Cittadinanza sarà ufficialmente sostituito dall’Assegno di Inclusione. Ecco le principali differenze tra RdC e AdI.

Entrambe le misure nascono come forme di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il loro obiettivo comune è quello di aiutare diverse categorie di persone che in Italia, per determinati motivi, si trovano al di sotto della soglia di povertà. Sicuramente, la differenza più grande sta nel fatto che il Reddito di Cittadinanza è una misura aperta a tutti quelli che ne hanno i requisiti. Al contrario, l’Assegno di Inclusione è rivolto principalmente a nuclei con minori, disabili, over 60, svantaggiati in programmi di cura e assistenza.

Gli importi di RdC e AdI

In linea generale, l’importo massimo mensile è molto simile. Per RdC è di 500 euro per nucleo monocomponente (780 euro per chi riceve il contributo affitto) e 1.050 euro per nuclei numerosi (1.380 con il contributo per l’affitto). Con l’AdI l’importo massimo mensile è comunque di 500 euro per nucleo monocomponente (780 per chi riceve il contributo affitto). Mentre il massimo teorico possibile è di 1.150 euro per nuclei numerosi (che può salire a 1.430 con il contributo per l’ affitto).

La differenza, però, sta nel come si arriva a questi importi, cioè la scala di equivalenza. Se per RdC si assegnava un valore a ogni componente, per l’Assegno di Inclusione solo le persone in condizione di fragilità sono prese in condizione per la determinazione dell’importo. 

Differenze tra la scala di equivalenza RdC e AdI

Per RdC, il parametro della scala di equivalenza è pari a 1 per il primo componente, incrementato di:

  • 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne;
  • 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne fino ad un massimo di 2,1. Oppure di 2,2 se nel nucleo familiare ci sono componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

La scala di equivalenza dell’AdI, invece, parte da 1 per il nucleo e aggiunge componenti successivi al primo solo se minori, anziani, disabili, svantaggiati o con carichi di cura:

  • 0,50 per ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente;
  • 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni;
  • 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura;
  • 0,30 per ciascun altro componente adulto inserito in programmi di cura e di assistenza certificati;
  • 0,15 per ciascun figlio minore, fino a due;
  • 0,10 per ogni ulteriore minore oltre il secondo.

DIfferenze di durata tra RdC e AdI

Un’altra grande differenza tra le due misure sta nella durata. Per il Reddito di Cittadinanza la durata della prestazione è di 18 mensilità. Al termine, dopo un mese di stop, è possibile presentare una domanda di rinnovo della prestazione per altri 18 mesi. Invece, per chi riceve la Pensione di Cittadinanza, la procedura di rinnovo è automatica. Quindi, i pagamenti continuano senza interruzioni. In entrambi i casi, non c’è nessun numero massimo di rinnovi.

Per l’Assegno di Inclusione, invece, le cose sono un po’ diverse. L’Assegno ha una durata di 18 mesi solo all’inizio. Infatti, dopo il primo ciclo di fruizione e un mese di stop, la misura si può rinnovare solo per 12 mesi. Anche qui, non c’è limite al numero massimo di rinnovi. Però, a differenza di RdC, anche le persone anziane con almeno 67 anni avranno adesso lo stop di un mese e la necessità di presentare una nuova domanda.

Differenze nel requisito di residenza

Per RdC occorrono 10 anni di residenza in Italia, di cui gli ultimi 2 continuativi. L’AdI, invece, ne richiede 5 e gli ultimi 2 continuativi. Tra l’altro, per l’Assegno di Inclusione, il requisito della residenza in Italia deve essere rispettato al momento della domanda. E non solo dal richiedente, ma da tutti i componenti del nucleo familiare.

Sia per l’AdI che per RdC, possono fare domanda i cittadini italiani, comunitari e familiari, non comunitari, soggiornanti lungo periodo, asilo politico, protezione sussidiaria, apolidi. 

Modalità di presentazione della domanda

La domanda per il RdC può essere presentata agli Uffici Postali, CAF e Patronati. Oppure telematicamente sul sito ufficiale del Reddito di Cittadinanza. Quella per l’Assegno di Inclusione, invece, esclude gli Uffici Postali, quindi può essere presentata solo telematicamente oppure tramite CAF e Patronati.

Il Reddito di Cittadinanza può essere richiesto solo dopo il quinto giorno di ogni mese, se si sceglie di presentare domanda presso gli Uffici Postali. Mentre per la domanda di Assegno di Inclusione non è previsto alcun vincolo temporale, quindi può essere presentata in qualsiasi momento. Comunque, in entrambi i casi, è necessario avere la “DSU ai fini ISEE – Obbligo di rinnovo annuale della DSU”.

Quando arrivano i primi pagamenti

Per il Reddito di Cittadinanza è ormai noto che il primo pagamento arriva il mese successivo a quello di presentazione. Con l’Assegno di Inclusione l’erogazione del primo pagamento non è così automatica. Infatti, ci sono tutta una serie di passaggi che il beneficiario deve seguire. Prima di tutto, bisogna sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale sulla piattaforma SIISL. Generalmente, il primo pagamento è previsto dal mese successivo alla sottoscrizione del patto. Ma attenzione, perché se entro 120 giorni i beneficiari non si presentano ai servizi sociali, l’erogazione sarà sospesa. 

Sappiamo bene che l’ente che emette la card RdC è Poste Italiane. Infatti, tramite lettera invita il beneficiario a recarsi presso qualunque ufficio per il ritiro. Prima di utilizzare la Carta, però, il beneficiario deve aspettare di ricevere il PIN, che gli sarà inviato in busta chiusa presso l’indirizzo indicato nella domanda. Ovviamente anche l’AdI avrà una propria carta, che si chiamerà “Carta di Inclusione” e sarà sempre emessa da Poste Italiane.

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