DRAGHI, CARO BOLLETTE E VARIANTE OMICRON

DRAGHI, CARO BOLLETTE E VARIANTE OMICRON

DRAGHI, CARO BOLLETTE E VARIANTE OMICRON

«É difficile pensare a una riflessione strutturale che non guardi ai profitti che le società hanno avuto, difficile non chiamare alla compartecipazione dei costi comuni chi ha maturato questi profitti», così ha riferito il premier Mario Draghi nella sua risposta alla Camera, parlando dell’aumento dei costi dell’energia.

Contro il rincaro delle bollette il Governo è pronto ad erogare stanziamenti di grande entità, al fine di aiutare le fasce di popolazione più deboli; stanziamenti i quali però non potranno andare avanti all’infinito, ponendosi quindi l’accento sulla necessità impellente di una soluzione strutturale con contestuale riflessione sul meccanismo di prezzo dell’energia.

Nell’immediato, la priorità è limitare l’instabilità dei prezzi dell’energia, che rischia di avere un impatto forte sui bilanci di famiglie e di imprese. In particolare, si vogliono tutelare le fasce più deboli della popolazione, che risentono maggiormente di questi aumenti.

Nel e da Giugno 2021 il Governo ha stanziato più di 4 miliardi contro il caro bollette, prevedendo altresì per il  prossimo anno altri 3,8 miliardi , più la previsione di altre risorse qualora l’andamento dei prezzi non dovesse attenuarsi.

Per il primo trimestre 2022, si prevede l’annullamento degli oneri generali di sistema per utenze elettriche domestiche, per le piccole attività commerciali, per le microimprese; la riduzione al 5 per cento di aliquota Iva e l’abbattimento degli oneri generali di sistema per il gas; per i cittadini in difficoltà e in gravi condizioni di salute, vi è lo stanziamenti di quasi un miliardo al fine di rafforzare le agevolazioni.

Complice l’inverno e la diffusione della variante Omicron si impone moralmente ai cittadini e al Governo stesso la massima attenzione nella gestione della pandemia. I contagi in aumento in tutta Europa, dove nell’ultima settimana si sono registrati in media 57 casi al giorno ogni 100.000 abitanti, vede ad oggi in Italia, l’incidenza è più bassa, pari quasi la metà dei cugini europei, ma comunque in crescita. Il Governo ha deciso quindi di rinnovare lo Stato di emergenza fino al 31 marzo 2022 al fine di avere tutti gli strumenti necessari per fronteggiare la situazione.

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