Garante Nazionale disabilità: Ecco di cosa si tratta

Arriva dall’ultimo Consiglio dei Ministri l’approvazione del Garante Nazionale, una nuova figura di particolare importanza per le persone con disabilità.

Garante Nazionale disabilità

Garante Nazionale disabilità

Arriva dall’ultimo Consiglio dei Ministri l’approvazione del Garante Nazionale, una nuova figura di particolare importanza per le persone con disabilità.

Il Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità è una figura istituita su proposta del Ministero per le Disabilità, durante il Consiglio dei Ministri del 17 luglio 2023. Secondo le parole di Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, il Garante Nazionale è una figura indispensabile. Serve, infatti, a sostenere e proteggere i diritti umani e contrastare i possibili fenomeni di discriminazione, diretta e indiretta, in merito alla condizione di disabilità.

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La novità più importante sta nel fatto che il Garante Nazionale ha il potere di esprimere pareri e dare consigli ai concessionari pubblici. Può anche promuovere interventi e servizi in modo da facilitare la vita della persona disabile. Ad esempio, in caso di violazione o applicazione scorretta delle norme sull’eliminazione delle barriere architettoniche. Il Garante Nazionale può farlo presente all’amministrazione competente, decidere entro quando le stesse barriere debbano essere eliminate e vigilare sullo stato di avanzamento dei lavori. 

Inoltre, questa figura può anche effettuare dei controlli nelle strutture che organizzano servizi pubblici essenziali. Ad esempio, i centri di accoglienza residenziali, le strutture residenziali e semiresidenziali, gli istituti penitenziari e i centri diurni. Oppure ancora, può raccogliere le segnalazioni dalle persone con disabilità, da chi le rappresenta, dalle associazioni o dai familiari.

La sede principale del Garante Nazionale sarà situata a Roma ed è composta dal Presidente e due componenti con una competenza certificata in materia dei diritti umani e contrasto alle discriminazioni. La durata dell’incarico è di quattro anni, con un’unica possibilità di rinnovo. Dopodiché sarà nominato un nuovo organo collegiale dai Presidenti della Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica.

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