GREEN PASS RAFFORZATO: AL VIA LE NUOVE REGOLE

GREEN PASS RAFFORZATO: AL VIA LE NUOVE REGOLE

GREEN PASS RAFFORZATO: AL VIA LE NUOVE REGOLE

Il Covid-19 continua a incidere pesantemente sulla quotidianità di qualsiasi cittadino, vaccinato o meno che sia. Difatti per poter accedere a numerosi servizi, il Governo ha pensato bene, al fine di tutelare la salute collettiva, ad una serie di accorgimenti ed obblighi in capo alla popolazione, il quale, infatti, dovrà munirsi del certificato attestante o il vaccino o la guarigione per quasi tutte le attività.

Novità impellente è l’obbligo vaccinale per 27 milioni di over 50; difatti per questa categoria di soggetti è previsto il dover per forza ricorrere a vaccinazione, non potendosi più avvalere di tamponi o quant’altro per potersi sottrarre al rimedio per eccellenza contro questa pandemia.

Da oggi comunque per bar, ristoranti, alberghi, palestre, piscine, mezzi di trasporto, per accedervi, sia al chiuso che all’aperto, servirà il green pass “rafforzato”, che si ottiene cioè per il solo tramite della vaccinazione (anche per i 15 giorni successivi alla prima dose) o con la guarigione dall’infezione da Coronavirus; ad esso è data una durata di sei mesi.

Si crea così uno stop, dunque, per chi ha solo la certificazione legata al tampone, un mini-lockdown per gli italiani non vaccinati – quasi 4,8 milioni quelli sopra 12 anni – che avranno una serie di limitazioni ad eccezion fatta dei servizi essenziali, quali alimentari e farmacie.

Dal 20 gennaio vi sarà inoltre l’obbligo del green pass base (anche solo con il tampone, che continua ad avere una durata di 48 ore se antigenico e 72 se molecolare) per poter andare da barbieri, parrucchieri ed estetisti; mentre dal 1° febbraio, il green pass base sarà necessario per entrare in uffici pubblici, poste, banche e negozi. Si attende comunque un decreto nelle prossime due settimane, chiamato a chiarire quali sono le attività ritenute necessarie per soddisfare esigenze primarie escluse dal nuovo obbligo.

L’obbligo di vaccino anti-Covid per tutti gli italiani e gli stranieri residenti in Italia che hanno più di 50 anni o che li compiranno entro il prossimo 15 giugno, ricomprende una platea di 27 milioni di persone, 8 milioni delle quali attive a livello lavorativo, sia quali dipendenti che come autonomi. Dal 15 febbraio, i lavoratori sopra 50 anni – sia dipendenti, sia liberi professionisti – nel settore pubblico e nel privato, dovranno avere il green pass rafforzato per poter svolgere la propria prestazione nei luoghi di lavoro. L’obbligo si applica, per ora, fino al 15 giugno.

La maggior parte dei cittadini di questa fascia di età è già vaccinata, ma, ad esempio, ce ne sono 993mila che ancora non hanno ricevuto neanche la prima dose del vaccino. Tra 60 e 69 anni, gli italiani non coperti dal vaccino sono 616.595.

Vi sono ad oggi ancora due milioni di italiani non vaccinati, di età compresa fra 30 e 49 anni, che sono esclusi, per ora, dal nuovo obbligo vaccinale, a meno che non siano operatori di settori per i quali l’obbligo era già previsto, come sanità, scuola, e sicurezza.

Anche l’università prevede ad oggi l’obbligo vaccinale: il decreto legge del 5 gennaio estende infatti l’obbligo del vaccino anti-Covid al personale docente e non docente degli atenei, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) e degli istituti tecnici superiori dal 1° febbraio. Nessuna novità invece per gli studenti universitari: per accedere agli atenei basterà la certificazione base e i controlli continueranno a essere a campione. Tanto più che per i primi due mesi del 2022 molti atenei, recependo l’input giunto dalla ministra Cristina Messa, stanno programmando gli esami (soprattutto gli orali) e le sedute di laurea di nuovo a distanza.

Quale la conseguenza per i lavoratori che non volessero adempiere all’obbligo vaccinale? La sospensione dal servizio e dallo stipendio: poiché gli obblighi vaccinali già previsti fino a oggi per i lavoratori si applicano fino al 31 marzo, termine dello stato di emergenza, e il nuovo obbligo per i lavoratori over 50 vale fino al 15 giugno, il periodo non coperto da retribuzione, in caso di mancata vaccinazione, sarebbe piuttosto lungo. Non si hanno, invece, conseguenze disciplinari, quali il licenziamento, perché le norme emergenziali fanno salve, per chi non si vaccina, la conservazione del posto di lavoro.

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