IL MONDO DEL LAVORO DOPO DUE ANNI DAL PAZIENTE 1 DI CODOGNO

IL MONDO DEL LAVORO DOPO DUE ANNI DAL PAZIENTE 1 DI CODOGNO

IL MONDO DEL LAVORO DOPO DUE ANNI DAL PAZIENTE 1 DI CODOGNO

Con comunicato stampa del 16 Dicembre 2021 l’istituto di previdenza INPS, rilascia un osservatorio sul precariato, con dati aggiornati a Settembre 2021. L’INPS fa così una panoramica degli effetti della pandemia sul mondo del lavoro, dando una finestra e una panoramica sull’argomento.

Le assunzioni di lavoro nel privato, lungo i primi nove mesi del 2021, ammontano a  5.265.000, con un aumento in riferimento allo stesso periodo del 2020 del 19%, dovuto alla marcata crescita osservata a partire da marzo 2021. Essa infatti ha riguardato tutte le tipologie contrattuali; più rilevanti sono le  assunzioni con contratti di somministrazione (+32%) e stagionali (+31%) mentre le altre tipologie vedono aumenti più contenuti: apprendisti (+22%), tempo determinato (+18%), intermittenti (+14%) e tempo indeterminato (+8%).

Le aziende con “100 e oltre dipendenti” hanno segnato, nel terzo trimestre 2021, incrementi, rispetto  al medesimo periodo del precedente anno, più significativi, che hanno a loro volta riguardato  tutte le tipologie contrattuali. Circa le tipologie contrattuali orarie l’incremento, sempre con riferimento al medesimo periodo del 2020, ha interessato maggiormente le prestazioni a tempo pieno. I passaggi dal tempo determinato al tempo indeterminato fino a Settembre 2021 ammontano a 339.000, registrando quindi una diminuzione nello stesso periodo del 2020 pari all’11%; dall’ Aprile 2021 si registrano comunque incrementi positivi.

Caratteristica del periodo sono anche le conferme di rapporti di apprendistato che risultano incrementate del +20%; le cessazioni invece, fino a settembre 2021, sono state in complesso 4.452.000, in aumento rispetto all’anno precedente del 7%.  Diminuiscono le cessazioni dei contratti intermittenti  del 10%, pressoché stabili invece sono quelle dei contratti a tempo determinato, in aumento tutte le altre tipologie, quali: contratti in somministrazione del 22%, contratti in apprendistato del 19%, contratti a tempo indeterminato del 13% e contratti stagionali del 11%.

Dal 1 luglio 2021 per i comparti industriali diversi del TAC, (tessile-abbigliamento-calzature) sono venute meno le restrizioni circa i licenziamenti, vigenti dalla primavera del 2020 e confermate successivamente per contrastare gli effetti occupazionali da COVID-19.

Nei primi nove mesi del 2021 sono stati 21.522 i rapporti di lavoro, di cui 12.711 assunzioni e 8.811 trasformazioni a tempo indeterminato, beneficiari dell’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni, valore in forte diminuzione del 65% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Essa è dovuta all’istituzione dell’esonero per nuove assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato di giovani operativo grazie al messaggio Inps pubblicato di ottobre 2021 ma ad oggi non ancora amministrativamente rilevabile. Da Gennaio a Settembre 2021 sono state 202.000 le attivazioni di  contratti a tempo indeterminato che hanno beneficiato della decontribuzione per il Sud. Giova rilevare che con tutte le misure e agevolazioni per la trasformazione da apprendistato in tempo indeterminato, su circa 1.457.000 attivazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, quelle con regime agevolato sono 541.000 con un’incidenza quindi pari al 37%2 .

Il saldo annualizzato è una locuzione con la quale si va ad indicare la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, e che identifica la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato, dopo gli andamenti negativi della primavera 2020 e dell’autunno-inverno 2020-2021, da Marzo 2021 ha registrato un continuo recupero; a Giugno 2021 infatti si sono registrate 694.000 posizioni di lavoro in più rispetto al Giugno 2020; nei mesi successivi tale crescita si è stabilizzata tanto che a Settembre risulta essere pari a +557.000, con saldo positivo in tutte le tipologie contrattuali.

Nello specifico si ha, per il tempo indeterminato, una variazione positiva pari a 173.000 unità mentre per le altre tipologie contrattuali la variazione complessiva è pari a 384.000 unità, con un ruolo rilevante sia dei rapporti a termine che dei rapporti in somministrazione. Tra settembre 2021 e settembre 2019 si registra un saldo positivo per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato; anche per altre tipologie contrattuali a livello biennale il saldo risulta positivo, registrandosi un +179.000, con il pieno recupero della perdita che era stata registrata tra settembre 2020 e settembre 2019. Il settore che maggiormente contribuisce alla crescita, rispetto ai livelli pre-pandemici, è quello delle costruzioni  con 150.000 posizioni in più rispetto a settembre 2019; seguono terziario professionale con 107.000 posizioni e commercio con 91.5000.

Negatività si registrano per il comparto alberghiero-ristorazione con un meno di 19.000 posizioni, per il tessile-abbigliamento-calzature  con 12.000 posizioni in meno, per il comparto finanza-assicurazioni 10.000, in questo caso in seguito alla contrazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e per le attività di intrattenimento e culturali con 3.500 posizioni in meno: in tutti questi comparti il ridimensionamento è dato alla contrazione delle posizioni di lavoro a tempo indeterminato.

I lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) a settembre 2021 sono circa 15.000 unità, registrandosi una diminuzione dell’8%; l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 244 euro. Per i lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), a settembre 2021 essi sono circa 12.000, in aumento del 16% rispetto a settembre 2020 e l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva è di 178 euro.