Importi pensioni 2022 più bassi per le donne: Ecco il perché dal Rapporto INPS

Nonostante le donne siano la maggioranza, gli importi 2022 delle loro pensioni sono inferiori a quelli degli uomini. INPS spiega perché nel XXII Rapporto annuale, presentato alla Camera dei Deputati.

Importi pensioni 2022

Importi pensioni 2022

Nonostante le donne siano la maggioranza, gli importi 2022 delle loro pensioni sono inferiori a quelli degli uomini. INPS spiega perché nel XXII Rapporto annuale, presentato alla Camera dei Deputati.

L’Istituto segnala che nel 2021 e nel 2022 il numero delle prestazioni erogate è rimasto sostanzialmente stabile. L’importo lordo della spesa pensionistica è poco più di 320 miliardi di euro, per 16,1 milioni di pensionati. Di questi 7,8 milioni sono uomini e 8,3 milioni sono donne. Le donne, nonostante rappresentino il 52% dei pensionati, sono titolari solo del 44% dell’importo totale.

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Differenza di importi per le donne, ecco il perché

INPS spiega che la differenza di importi per le pensioni del 2022 sta nel fatto che le donne versano meno anni di contributi e che la maggior parte ha avuto carriere discontinue. Di conseguenza, il raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata arriva più tardi. Infatti, dal report si evidenzia proprio che l’uscita dal mercato del lavoro delle donne avviene prevalentemente con la pensione di vecchiaia. Mentre quella degli uomini con la pensione anticipata.

Tra l’altro, l’età media al pensionamento è cresciuta negli ultimi dieci anni, ma con delle differenze tra uomini e donne. Quella degli uomini è passata da 62 del 2012 a 64,2 nel 2022. Quella delle donne da 61,3 a 64,7. Dei 320 miliardi di euro della spesa complessiva, INPS sottolinea che 315 miliardi sono per prestazioni di anzianità/anticipate, seguite da vecchiaia e pensioni al superstite. L’8% del totale è rappresentato dalle prestazioni assistenziali, come le pensioni agli invalidi civili oppure le pensioni o gli assegni sociali.

Gli importi delle pensioni

Passando alla media degli importi, quella delle pensioni di anzianità e anticipate è di 1.915 euro. Quella per le pensioni di vecchiaia è di 889 euro per via di una minore anzianità contributiva. Invece, le prestazioni assistenziali si attestano attorno ai 470 euro.

Per Quota 102 le uscite segnate sono 10.563. Per Quota 103, fino al 31 maggio 2023, sono  5.125. Invece, 432.888 sono quelle per Quota 100. Per quanto riguarda Opzione donna, fino a gennaio 2023 le pensioni erogate erano circa il 16% di tutte le pensioni anticipate alle lavoratrici.

INPS segnala che hanno beneficiato di questa pensione anticipata circa 175 mila lavoratrici. L’assegno pensionistico, in questo caso, risulta di quasi il 40% più basso della media. La ragione è da imputare al ricalcolo contributivo, al numero minore di anni di contribuzione e ai minori redditi di queste lavoratrici.

Secondo una simulazione degli esperti dell’Istituto, la “penalizzazione” media che deriva dal ricalcolo contributivo di Opzione donna con i requisiti in vigore nel 2022, e cioè prima dei cambiamenti apportati dall’ultima legge di bilancio, ha comunque un trend decrescente. Questa penalizzazione, infatti, scende dal 23% del 2013 all’8% del 2022.

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