INDENNITÀ ASSISTENZIALE COVID-19: ESENTE DA IMPOSTE

INDENNITÀ ASSISTENZIALE COVID-19: ESENTE DA IMPOSTE

INDENNITÀ ASSISTENZIALE COVID-19: ESENTE DA IMPOSTE

Le somme erogate da un Ente di previdenza ed assistenza agli iscritti a titolo di “indennità assistenziale straordinaria Covid-19” non vanno sottoposte a tassazione

L’indennità assistenziale covid-19 si sostanzia in una somma forfettaria assegnata una tantum non avente la finalità di sostituire o compensare un reddito perduto, bensì di fornire agli iscritti una forma di sostegno a fronte dell’oggettiva condizione patologica e/o di isolamento derivante da contagio da Covid-19.Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 395 del 23 settembre 2020.

 IL QUESITO

Un Ente nazionale di previdenza ed assistenza, organismo associativo senza scopo di lucro e non commerciale, con personalità giuridica di diritto privato, svolge le funzioni di previdenza e assistenza in favore di una categoria.

L’Ente rappresenta di aver adottato dei provvedimenti a supporto dei propri iscritti, deliberando l’adozione di una “indennità assistenziale straordinaria Covid-19”, che prevede il riconoscimento di un sussidio una tantum a tutti gli iscritti che, a causa del contagio da Covid-19, sono stati ricoverati in ospedale, in terapia intensiva e non, e nel caso in cui sia stata loro prescritta, dall’autorità sanitaria competente, la quarantena o l’isolamento domiciliare obbligatorio.

 L’importo di tale indennità è differenziato a seconda della gravità dell’evento.

In particolare, è pari a:

  • euro 4.000,00 per tutti gli iscritti che, a seguito del contagio, sono stati ricoverati in terapia intensiva;
  • euro 2.000,00 per tutti gli iscritti che, a seguito del contagio, sono stati ricoverati in ospedale, ma non in terapia intensiva;
  • euro 1.000,00 per tutti gli iscritti liberi professionisti a cui siano stati prescritti da ASL, ATS o con Ordinanza, l’isolamento domiciliare obbligatorio o la quarantena.

L’Ente, in qualità di sostituto d’imposta, chiede di sapere quale sia il trattamento fiscale applicabile, ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche, alle predette indennità che erogherà ai propri iscritti aventi diritto.

 LA RISPOSTA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’articolo 6 del TUIR, al comma 1, individua le categorie di reddito che concorrono alla formazione del reddito complessivo, mentre il successivo comma 2 stabilisce che «i proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti».

Al riguardo, le circolari del Ministero delle Finanze n. 326/E del 23 dicembre 1997 e n. 55/E del 4 marzo 1999, hanno chiarito che il trattamento fiscale delle erogazioni effettuate dagli enti o dalle casse in favore dei propri iscritti deve essere determinato autonomamente in base ai principi generali regolanti l’imposizione sui redditi e, conseguentemente, dette prestazioni saranno imponibili solamente se inquadrabili in una delle categorie di reddito previste nell’articolo 6 del TUIR; in virtù di tale articoplo, nel caso in cui la perdita della retribuzione, per il periodo di inabilità lavorativa, viene compensata da un’indennità sostitutiva o integrativa erogata da un Ente previdenziale o assistenziale, l’indennità si configura fiscalmente come un reddito appartenente alla stessa categoria di quello sostituito o perduto.

Sulla base di quanto rappresentato, l’erogazione dell’indennità in esame, differenziata a seconda dello stato bisogno dell’iscritto (ricovero in terapia intensiva, semplice ricovero in ospedale o isolamento domiciliare), costituisce prestazione di tipo assistenziale riconducibile tra quelle previste dal Regolamento dell’Ente.

Più precisamente è corrisposta in presenza di uno stato di bisogno, derivante dal contagio da Covid-19, sulla base della attestazione rilasciata dall’Autorità medica competente, indipendentemente dalla retribuzione dell’iscritto e senza funzione sostitutiva di alcuna categoria di reddito.
Ne consegue che, in linea con i chiarimenti forniti dalla citata circolare n. 20/E del 2011, l’indennità assistenziale straordinaria Covid-19 che l’Ente erogherà una tantum ai propri iscritti non rilevi sotto il profilo fiscale, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del TUIR, non essendo riconducibile ad alcuna categoria di reddito.

Lascia un commento