Indennità di discontinuità INPS: La nuova ALAS per i lavoratori dello spettacolo

Dal 1° gennaio entra in vigore una nuova indennità di discontinuità INPS per i lavoratori dello spettacolo. Si tratta dell’indennità che sostituisce definitivamente la vecchia ALAS.

Indennità di discontinuità INPS

Indennità di discontinuità INPS

Dal 1° gennaio entra in vigore una nuova indennità di discontinuità INPS per i lavoratori dello spettacolo. Si tratta dell’indennità che sostituisce definitivamente la vecchia ALAS.

Con il messaggio n. 4332, INPS fornisce le prime indicazione sulla nuova indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo. L’indennità prenderà ufficialmente il via da gennaio 2024, ma solo in via transitoria. Infatti, il decreto legislativo n. 175 ha concesso la possibilità di presentare domanda per i periodi di competenza del 2022 entro il 15 dicembreInvece, con il regime ordinario, i periodi di competenza della misura sono quelli riferiti all’anno precedente a quello di presentazione della domanda. Di conseguenza, le domande riferite ai periodi di competenza del 2023 potranno essere presentate dal 1° gennaio al 30 marzo 2024.

L’indennità è riconosciuta per un numero di giornate pari al 90% di quelle accreditate al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo nell’anno precedente a quello della presentazione della domanda. Non saranno contate le giornate coperte da altra contribuzione obbligatoria o indennizzate ad altro titolo. Inoltre, l’indennità è corrisposta nella misura del 90% del valore calcolato sulla base delle indicazioni del decreto legislativo n. 175.

Chi può presentare domanda

I lavoratori che possono fare domanda sono quelli iscritti al fondo pensione lavoratori dello spettacolo. Nello specifico:

  • i lavoratori autonomi e i lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • i lavoratori subordinati a tempo determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente per  la produzione e la realizzazione di spettacolo;
  • gli operatori di cabine di sale cinematografiche;
  • gli impiegati amministrativi e tecnici dipendenti dagli enti ed imprese esercenti pubblici spettacoli, dalle imprese radiofoniche, televisive o di audiovisivi, dalle imprese della produzione cinematografica, del doppiaggio e dello sviluppo e stampa;
  • maschere, custodi, guardarobieri, addetti alle pulizie e al facchinaggio, autisti dipendenti dagli enti ed imprese esercenti pubblici spettacoli, dalle imprese radiofoniche, televisive o di audiovisivi, dalle imprese della produzione cinematografica, del doppiaggio e dello sviluppo e stampa;
  • impiegati e operai dipendenti dalle imprese di spettacoli viaggianti;
  • lavoratori dipendenti dalle imprese esercenti il noleggio e la distribuzione dei film; 
  • i lavoratori intermittenti che non sono titolari dell’indennità di disponibilità prevista dal decreto legislativo del 2015, n. 81.

I requisiti dell’indennità di discontinuità INPS

Per beneficiare dell’indennità il lavoratore deve:

  • essere cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea o straniero regolarmente soggiornante nel territorio italiano;
  • risiedere in Italia da almeno un anno; 
  • essere in possesso di un reddito ai fini IRPEF non superiore a 25.000 euro nell’anno precedente alla presentazione della domanda;
  • avere sessanta giornate di contribuzione accreditata al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo; 
  • avere un reddito da lavoro derivante in via prevalente da attività lavorative che prevedono l’iscrizione obbligatoria al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo;
  • non essere stato titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda. Fanno eccezione i rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato, per i quali non è prevista l’indennità di disponibilità; 
  • non essere titolare di trattamento pensionistico diretto.

Le domande possono essere presentate sul sito INPS accedendo con le proprie credenziali SPID/CIE/CNS. Oppure chiamando il Contact Center o attraverso gli Istituti di Patronato.