INFORTUNIO SUL LAVORO: IL DATORE DI LAVORO NON È RESPONSABILE PER LA CONDOTTA IMPREVEDIBILE DEL LAVORATORE

INFORTUNIO SUL LAVORO: IL DATORE DI LAVORO NON È RESPONSABILE PER LA CONDOTTA IMPREVEDIBILE DEL LAVORATORE

In caso di infortunio sul lavoro causato dal comportamento strano o imprevedibile del lavoratore, non può essere accusato il datore di lavoro, ma solo se tale comportamento si trova oltre ogni possibilità di controllo degli addetti alla prevenzione degli infortuni.

È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 32507 del 22 luglio 2019.

Il caso riguarda il ricorso di un datore di lavoro condannato in primo e secondo grado per omicidio colposo ai danni di un operatore ecologico suo dipendente, secondo l’articolo 589 del Codice Penale.

A quanto pare, l’operatore era solito, tra una sosta e l’altra, aggrapparsi alla barra di ancoraggio dei cassonetti sul retro del camion piuttosto che tornare nella cabina. Comportamento, questo, che ha causato la caduta e il decesso dell’operatore. Di conseguenza, il datore di lavoro è stato accusato di non di aver fornito adeguata formazione agli operatori sui rischi lavorativi, e di non essersi sincerato dell’utilizzo secondo norma dei mezzi.

Ricorso al massimo grado di giudizio, il datore di lavoro ha posto a sua difesa l’idea che l’operatore ecologico, in servizio da dieci anni, fosse sicuramente esperto rispetto alla sua occupazione e conscio dei rischi di questo comportamento.

La Suprema Corte ha dato ragione al datore di lavoro, non imputandogli la responsabilità oggettiva dell’accaduto perché non è possibile accertare che lui fosse a conoscenza del comportamento scorretto del dipendente, o che conoscendolo, l’avesse ignorato in maniera colposa.

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