INPS: ISTRUZIONI SU ANTICIPO 40% CIG E ASSEGNO ORDINARIO

INPS: ISTRUZIONI SU ANTICIPO 40% CIG E ASSEGNO ORDINARIO

INPS: ISTRUZIONI SU ANTICIPO 40% CIG E ASSEGNO ORDINARIO

Il decreto Rilancio ha introdotto la possibilità che l’INPS anticipi ai lavoratori destinatari di trattamenti di Cig e Assegno ordinario, a pagamento diretto, una somma pari al 40% delle ore autorizzate per l’intero periodo, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.

Con la circolare n. 78 del 27 giugno 2020 l’INPS fornisce istruzioni in merito al pagamento dell’anticipazione delle domande di integrazione salariale ordinaria, di integrazione salariale in deroga, limitatamente a quelle presentate direttamente all’INPS, e di assegno ordinario presentate a decorrere dal 18 giugno 2020, per le quali il datore abbia richiesto il pagamento diretto ed infine l’eventuale recupero per il datore di lavoro delle somme indebitamente anticipate.

DESTINATARI

La nuova disciplina dell’anticipo può essere applicata esclusivamente alle domande di CIGO, assegno ordinario e CIGD presentate a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della norma, cioè dal 18 giugno 2020.

Inoltre, per quanto riguarda i trattamenti di cassa integrazione in deroga, la nuova modalità di pagamento diretto con anticipo del trattamento potrà essere applicata esclusivamente:

  • alle domande aventi ad oggetto periodi successivi alle prime nove settimane,
  • o agli ulteriori periodi concessi ai datori operanti nei Comuni delle c.d. zone rosse e nelle Regioni delle c.d. zone gialle, per le quali la domanda dovrà essere presentata direttamente all’INPS ai fini della successiva autorizzazione.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La presentazione delle domande di CIGO, CIG in deroga e assegno ordinario, a pagamento diretto con richiesta di anticipo deve avvenire entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

In fase di prima applicazione, se il periodo di sospensione o di riduzione ha avuto inizio prima del 18 giugno 2020, l’istanza è presentata entro il quindicesimo giorno successivo alla stessa data, vale a dire entro il 3 luglio 2020.

La domanda deve essere presentata, anche tramite intermediario abilitato, esclusivamente in via telematica, tramite i consueti canali previsti per l’integrazione salariale che si intende chiedere; nel caso in cui venga richiesto il pagamento diretto da parte dell’INPS all’interno di tali procedure di domanda sarà contestualmente possibile chiedere anche l’anticipazione del 40%, selezionando l’apposita opzione che sarà automaticamente impostata sul “SI”.

La selezione dell’opzione “SI” renderà obbligatoria la compilazione anche dei seguenti dati:

  • codice fiscale dei lavoratori interessati dal trattamento di integrazione salariale;
  • IBAN dei lavoratori interessati;
  • ore di cassa integrazione, ovvero di assegno ordinario, specificate per ogni singolo lavoratore.

Dopo il completo inserimento di tutti i sopra elencati dati, la richiesta d’anticipo del 40% viene inviata contestualmente alla domanda di integrazione salariale. Conseguentemente, se il datore di lavoro imposta sul “SI” l’opzione relativa all’anticipazione, senza aver inserito tutti i dati richiesti, la domanda integrazione salariale non potrà essere confermata né inviata.

FASE ISTRUTTORIA

L’INPS autorizza le domande di anticipazione e dispone il pagamento dell’anticipo nei confronti dei lavoratori individuati dall’azienda, entro 15 giorni dal ricevimento delle stesse, che decorrono dalla data in cui la domanda è stata correttamente trasmessa all’Istituto.

Il pagamento sarà disposto a seguito di un procedimento di pre-istruttoria che effettuerà controlli automatici di validità e congruenza dei dati forniti, per garantire la corretta liquidazione della prestazione.

È utile precisare che:

  • è onere dell’azienda verificare la correttezza delle informazioni presenti nelle banche dati e procedere alla loro correzione prima di inoltrare domanda;
  • non è prevista alcuna istruttoria da parte delle Strutture territoriali dell’Istituto che, almeno in fase di primo rilascio delle nuove procedure, non potranno intervenire per forzare gli esiti di queste istruttorie;
  • la presenza del beneficiario in un’altra domanda, riferita alla stessa azienda e al medesimo periodo, pregiudica il buon esito dei controlli e quindi l’erogazione dell’anticipo.

Fermo restando il rispetto dei termini sopra illustrati, ordinariamente l’erogazione dell’anticipo del pagamento diretto del trattamento di integrazione salariale, sarà possibile a completamento dell’intero iter istruttorio per le domande di CIGO, CIGD o assegno ordinario.

PAGAMENTO

Come già detto, l’anticipazione è stata fissata nella misura del 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo interessato dal trattamento di integrazione salariale richiesto ed approvato.

Il calcolo dell’anticipazione viene elaborato in base al seguente algoritmo: Massimale superiore/173 (che rappresentano le ore lavorabili medie in un mese) * 0,4 (40% previsto dalla norma) * numero di ore di prestazione richiesta, dichiarato dall’azienda.

I massimali da considerare ai fini dell’anticipo per l’anno 2020 sono i seguenti:

CIG/GIGD/assegno ordinario 1.199,72
Assegno ordinario per il Fondo Credito 1.727,41

Gli anticipi sono pagati sulla Struttura territoriale competente per l’Unità Produttiva indicata in domanda ed il lavoratore che ha beneficiato dell’anticipo può verificare l’accredito accedendo al proprio Fascicolo previdenziale tramite il portale dell’INPS.

L’esito positivo dell’iter istruttorio viene, invece, comunicato all’azienda sempre tramite l’utility “Esiti” presente nella procedura dell’anticipo.

Il datore di lavoro deve inviare all’INPS il modello “SR41”, secondo le modalità ordinarie e con tutti i dati necessari per il saldo dell’integrazione salariale, entro la fine del mese successivo al termine del periodo di integrazione salariale autorizzato ovvero, se posteriore, entro il termine di 30 giorni dall’adozione del provvedimento di concessione.

In sede di prima applicazione, i termini sono rinviati al trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore del decreto-legge n. 52/2020, vale a dire il 17 luglio.

Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente e, conseguentemente, le somme eventualmente erogate ai lavoratori a titolo di anticipo verranno considerate indebite e recuperate in capo al datore di lavoro.

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