INPS: NOVITÀ CONGEDO PARENTALE PER LA GESTIONE SEPARATA

INPS: NOVITÀ CONGEDO PARENTALE PER LA GESTIONE SEPARATA

INPS: NOVITÀ CONGEDO PARENTALE PER CHI HA GESTIONE SEPARATA

Con la circolare n. 71 del 3 giugno 2020 l’INPS illustra la novità normativa introdotta dal decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, in materia di diritto all’indennità di maternità o paternità e di congedo parentale in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata.

L’indennità di maternità o paternità non è più condizionata alla sussistenza, in capo al soggetto richiedente del requisito contributivo di tre mensilità, nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile, bensì all’attribuzione di una sola mensilità della contribuzione dovuta alla predetta Gestione.

Resta, quindi, invariato:

  • il periodo di riferimento dei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile all’interno del quale deve essere riscontrata la singola mensilità di contribuzione accreditata;
  • la necessità che la mensilità di contribuzione sia stata calcolata con aliquota piena;
  • l’applicazione dell’automaticità delle prestazioni prevista dall’articolo 64-ter del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in virtù del quale viene garantito il riconoscimento del diritto all’indennità di maternità o paternità in favore delle lavoratrici e dei lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione separata, anche nel caso di mancato versamento del contributo mensile da parte del committente.

La riforma si applica sia agli eventi “parto” sia alle adozioni o affidamenti preadottivi nazionali o internazionali.

In conseguenza della novella legislativa sono indennizzabili sulla base dell’unica mensilità di contribuzione:

  • i periodi di maternità o paternità iniziati in data coincidente o successiva al 5 settembre 2019 (data di entrata in vigore del decreto-legge n. 101/2019).
  • i periodi di maternità o paternità parzialmente ricadenti nella vigenza del citato decreto-legge.

Non possono, invece, essere indennizzati sulla base di una mensilità di contribuzione i periodi di maternità o paternità che si sono conclusi prima del 5 settembre 2019Conseguentemente:

Due sono le conseguenze pratiche della novità legislativa:

  • la fruizione del congedo parentale effettuata nei primi tre anni di vita (o dall’ingresso in famiglia/Italia) del minore, deve essere indennizzata solamente a condizione che risulti effettivamente accreditata almeno una mensilità di contribuzione con aliquota piena nei dodici mesi precedenti l’inizio di ogni periodo indennizzabile di congedo parentale richiesto;
  • qualora il congedo parentale sia fruito nel primo anno di vita (o dall’ingresso in famiglia/Italia) e non si riscontri la sussistenza del requisito contributivo di cui al precedente punto a), l’indennità può comunque essere riconosciuta se il richiedente aveva titolo all’indennità di maternità o paternità, a prescindere dall’effettiva fruizione della stessa

In relazione ai periodi di congedo parentale fruiti prima dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 101/2019, il riconoscimento dell’indennità rimane subordinato all’accertamento che risultino effettivamente versate tre mensilità di contribuzione con aliquota piena nei dodici mesi antecedenti il periodo indennizzabile; invece, per i periodi di congedo parentale fruiti dopo l’entrata in vigore dello stesso decreto, il riconoscimento dell’indennità è subordinato all’effettivo versamento di una mensilità di contribuzione con aliquota piena nei dodici mesi antecedenti il periodo indennizzabile.

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