INSOPENSIONE: LE ULTIME DISPOSIZIONI INPS

INSOPENSIONE: LE ULTIME DISPOSIZIONI INPS

INSOPENSIONE: LE ULTIME DISPOSIZIONI INPS

L’INPS ha pubblicato nella giornata di ieri 27 Settembre 2021 la circolare n. 142, avente ad
oggetto la rideterminazione del periodo di spettanza delle prestazioni di accompagnamento alla
pensione e dell’eventuale contribuzione correlata per coloro che ne sono titolari alla data del 01
Gennaio 2019.

La sua pubblicazione viene sentita quale necessaria dall’ente previdenziale a seguito delle numerose
richieste dalle Strutture territoriali e da aziende con esodati che richiedono specificazioni sulle
decorrenze da attribuire alle pensioni dei titolari di assegni straordinari dei Fondi di Solidarietà e di
prestazioni di accompagnamento alla pensione
.

Numerosi i nodi che si sono presentati, creatisi principalmente in relazione all’incertezza del
meccanismo di adeguamento dei requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici e al generale
allungamento della vita media del singolo, nonché per l’intervento di norme che hanno modificato
nel tempo i requisiti pensionistici stessi
.

In relazione in tale argomento occorre richiamare la legge 22 dicembre 2011, n. 214 che ha
anticipato al 2013 il meccanismo inerente gli incrementi della speranza di vita, generandosi così tra
il 2013 stesso ed il 2018 adeguamenti con cadenza triennale, poi divenuta biennale dal 2019.


Ma come avviene il calcolo di questi incrementi?

Questi vengono stimati in prospettiva dall’ISTAT, con contestuale pubblicazione annuale nel
rapporto della Ragioneria di Stato in correlazione alle tendenze di medio-lungo periodo del sistema
pensionistico e socio-sanitario; di qui, assunti questi dati, l’INPS procede a calcolare le future
decorrenze di pensione, indicate nelle certificazioni di esodo.

Si fa poi riferimento ad un mirato decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze,
coadiuvato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, la cui pubblicazione avviene 12 mesi
prima di ciascun aggiornamento, talché può verificarsi che una decorrenza statuita sulla base della
speranza di vita così calcolata in un momento antecedente, possa non coincidere con la decorrenza
determinata in fase di liquidazione della pensione.

Il decreto direttoriale del 5 novembre 2019 del Ministero dell’Economia e delle finanze ha messo
un freno a questi incrementi statuendo che a partire dal 1 Gennaio 2021 questi avrebbero subito un
freno, rimanendo pari a zero, andando così a modificarsi le stime precedenti ad ausilio dell’INPS,
per il rilascio delle numerose certificazioni di esodo.

Ciò sta comportando e comporterà per il biennio 2021/2022, per chi ha avuto accesso agli assegni
straordinari dei Fondi di solidarietà e alle prestazioni di accompagnamento alla pensione alla data
del 1 gennaio 2019, la maturazione dei requisiti contributivi per la pensione anticipata a 42 anni e 3
mesi per le donne e 43 anni e 3 mesi per gli uomini; come requisito anagrafico si prende a
riferimento per la pensione di vecchiaia l’avere 67 anni, indipendentemente dalla data certificata in
fase di accesso alle prestazioni fin ora descritte
.

Per gli anni a venire solo l’emanazione dei successivi decreti direttoriali stabilirà l’incremento della
speranza di vita per i trattamenti pensionistici con decorrenza postuma al 1 Gennaio 2023; rimane la
possibilità per i titolari delle prestazioni fin ora discusse di poter accedere, qualora nel possesso di
requisiti, ad altre tipologie di accesso alla pensione, quale ad esempio quota 100.

Vi è per i titolari di prestazioni di accompagnamento alla pensione, a seguito delle variazioni
dell’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita successive alla cessazione del rapporto di lavoro, la modifica della durata del periodo di corresponsione delle prestazioni e della
contribuzione correlata eventualmente dovuta.

L’INPS provvederà pertanto all’erogazione delle prestazioni in relazione alle variazioni
dell’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita; nel biennio 2021/2022 quindi si
avrà la corresponsione della pensione anticipata fino al raggiungimento dei 67 anni o del requisito
contributivo dei 42 anni e 3 mesi per le donne e 43 anni e 6 mesi per gli uomini, per un periodo
comunque non maggiore di anni 4.


Si potranno verificare ritardi nella presentazione della domanda di pensione anticipata in quanto gli
aspiranti pensionati potrebbero non aver considerato l’incremento nullo della speranza di vita, ma
nessuna paura: la decorrenza dei trattamenti pensionistici è comunque la prima utile in base alla
data di presentazione della domanda di pensione anticipata.

In ogni caso spetterà al datore di lavoro assicurare, esclusivamente per le domande di pensione
anticipata presentate entro il mese successivo a quello di pubblicazione della circolare in esame, la
permanenza in esodo, non oltre il mese di scadenza delle prestazioni oggetto di discussione, come
calcolata in via prospettica al momento dell’accesso, garantendosi così il pagamento dell’indennità;
per l’interessato non si verificherà quindi soluzione di continuità tra la scadenza delle suddette
prestazioni e la percezione del trattamento pensionistico.

Le disposizioni relative alle decorrenze dei trattamenti pensionistici, così come sopra descritte,
verranno applicate a tutte le pensioni liquidate successivamente alla pubblicazione della presente
circolare da parte dell’ente previdenziale.

Un’ottima notizia quindi sia per le aziende che per i lavoratori ad un passo dalla pensione, al fine di
apportare un ricambio generazionale nelle aziende, necessario a questo paese che la fuoriusciuta dal
mondo del lavoro di coloro che già gli hanno donato gran parte della vita.