ISEE 2023: ECCO TUTTI I DOCUMENTI NECESSARI

ISEE 2023: ECCO TUTTI I DOCUMENTI NECESSARI

ISEE 2023: ECCO TUTTI I DOCUMENTI NECESSARI

Al 31 dicembre di quest’anno scadranno tutti gli ISEE del 2022 e quindi, dal 1° gennaio, l’indicatore andrà aggiornato per il prossimo anno. Questo è di fondamentale importanza per diverse prestazioni fornite da INPS e non solo, ad esempio, l’Assegno Unico, la Carta Acquisti, il Reddito di Cittadinanza e il Bonus Sociale o Sconto in Bolletta, che dal prossimo anno sarà ampliato anche a chiunque avrà un ISEE fino a 15mila euro.

Prima di iniziare elencando tutta la documentazione per l’ISEE 2023, è importante conoscere la differenza tra DSU e ISEE. Per DSU si intende “Dichiarazione Sostitutiva Unica” e si tratta del modello che deve essere compilato per richiedere l’ISEE e su cui vengono inseriti i dati necessari. L’ISEE, invece, è il risultato della somma dei calcoli e dei documenti. Non esiste un solo tipo di ISEE, ma ci sono diverse subcategorie dell’indicatore per ogni uso specifico: ISEE Corrente, ISEE minorenni, ISEE Universitario, ISEE Sociosanitario e ISEE sociosanitario residenze. Anche se le differenze sono parzialmente intuibili dai nomi, è bene spiegare all’operatore del CAF che si occuperà dell’ISEE 2023 per quale scopo è necessario.

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Documenti necessari per l’ISEE 2023

In primo luogo, è necessario il documento di identità del dichiarante, cioè del membro del nucleo familiare che richiede l’ISEE per tutti. Invece, per ogni altro membro il codice fiscale o la tessera sanitaria, anche per quelli che sono all’estero o non conviventi, soprattutto nel caso in cui ci siano genitori non conviventi, per l’ISEE minorenni. Serviranno, poi, anche i dati di tutte le macchine, le navi, le barche, le moto da 500 cavalli in su o altri mezzi intestati ai membri del nucleo familiare quando si presenta la DSU. Quindi, la targa, i dati di registrazione al PRA o al RID, il contratto d’affitto registrato e l’ultima ricevuta pagata. Non meno importante, per i componenti con disabilità, la certificazione di questa disabilità che presenti i seguenti dati: denominazione dell’ente, numero del documento e data di rilascio, le spese pagate per i ricoveri dell’anno precedente oppure le spese che sono state pagate, sempre per il membro del nucleo familiare in stato di disabilità, per l’assistenza personale. Se presenti, queste serviranno a far abbassare il valore dell’ISEE secondo alcune franchigie.

Per quanto riguarda i redditi, per l’ISEE 2023 si fa riferimento ai redditi percepiti nel 2021, quindi è necessaria la dichiarazione dei redditi 730/2022 o il modello redditi 2022 oppure la Certificazione Unica 2022. Attenzione, in linea teorica, dovrebbe essere sufficiente autodichiarare di averli presentati e poi il sistema di interscambio farà il resto. Tuttavia, alcuni operatori potrebbero comunque richiederli ugualmente per conferma e controllo oppure perché, ad esempio, ci si rivolge a un nuovo CAF per la prima volta. Inoltre, sempre per i redditi, saranno necessarie: la certificazione o altra documentazione che riguarda indennità che non provengono dall’INPS, borse di studio, tirocini, diritti d’autore, compensi per lo sport dilettantistico e altre forme di reddito, sempre riferite al 2021. In più, servirà la dichiarazione IRAP per gli imprenditori agricoli, gli assegni di mantenimento per coniuge e figli, sia se versati che ricevuti. Il valore dei redditi così determinato, se non rispecchia più la propria situazione attuale, potrà essere modificato successivamente con l’ISEE Corrente per i Redditi.

In merito ai patrimoni, invece, per quello mobiliare si fa riferimento sempre al 2021, quindi saldo e giacenza media, sia postale che bancaria, al 31/12/2021, per tutti i rapporti finanziari che si hanno avuti, dal conto corrente, ai buoni fruttiferi, alle carte prepagate ecc. In aggiunta, i contratti di assicurazione sulla vita e il patrimonio/somma delle rimanenze in società azionarie. In ultimo, c’è il patrimonio immobiliare, sempre al 31 dicembre 2021, con visure o certificazioni catastali degli immobili in possesso del proprio nucleo familiare, i documenti che attestino il valore di immobili che si posseggono all’estero e la certificazione della quota capitale residua del mutuo. Attenzione, se questi ultimi due valori non rispecchiano più la propria condizione attuale, potranno essere modificati con un ISEE Corrente per i patrimoni a partire da aprile 2023.

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