LA RIFORMA FISCALE ED IL SUO ITER: L’ANALISI.

LA RIFORMA FISCALE ED IL SUO ITER: L’ANALISI.

LA RIFORMA FISCALE ED IL SUO ITER: L’ANALISI.

Dall’11 Ottobre ha preso il via in Commissione Finanze alla Camera l’esame della legge delega approvata dal Governo.

Un calendario fittissimo spetta al presidente Draghi per far pervenire la legge delega, approvata all’esito di un Consiglio dei Ministri, al traguardo del via libera finale, per due semplicissime ragioni, entrambe con un forte fondamento: la prima concerne il rispetto del programma stabilito con la Commissione europea nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che datava la presentazione della legge in un primo momento al 31 Luglio 2021, denotando quindi già un cospicuo ritardo; la seconda è inerente i tempi per l’approvazione dei decreti attuativi, quantificati in 18 mesi, termine entro il quale verrà meno anche la legislatura.

La riforma del fisco è considerata di accompagnamento al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quindi non indispensabile per la sua attuazione, però ogni settimana in più impiegata per il suo esame in sede parlamentare comporta tempo in meno per i decreti attuativi, il cui compito sarà di tradurre in norme effettive i principi fissati dalla delega.

Difatti per quest’ultime vi sono dei passi obbligatori a livello cronologico: 30 giorni di tempo per il loro esame nelle commissioni con ulteriore possibilità di 20 giorni su richiesta in relazione alla complessità della materia o per la contemporanea presenza di decreti attuativi.

Vi è necessità quindi di celerità, la quale però non è del tutto scontata in relazione anche alle materie trattate, tra cui quella fiscale e quella del Catasto che ha già visto 61 audizioni già svolte in sei mesi; difatti la discussione circa il cuneo fiscale è il dettaglio maggiormente implicante problemi e sentito dai cittadini, in rapporto sicuramente alla sua pressione sul lavoro che nel nostro Bel Pese si attesta attorno ai 5 punti in più rispetto agli altri paesi UE.

Molteplici possono essere le soluzioni che potrebbero già trovare i propri natali con la legge di bilancio di fine mese; vi sono due miliardi di euro infatti, che potrebbero essere destinati alla cancellazione del CUAF, contributo Cassa unica assegni famigliari a carico di aziende e datori di lavoro in genere, anche nel caso di colf e badanti.

Ma non è finita qui!

Per il 2022 si punta più in alto i quanto si mira a sfruttare 22 miliardi di euro di margini riservati alla manovra dall’effetto- PIL.

Previsti anche l’entrata in gioco dell’IRPEF, per la quale è prevista una riduzione della terza aliquota del 38%, il superamento dell’IRAP per la sua fusione con l’IRES che farebbe venir meno così facendo il pagamento di oltre tre miliardi di euro pagati da quei soggetti non sottoposti ad IRES.

L’obiettivo è quello di non andare ad incidere sulle tasse per i cittadini, di non provocare aumento delle stesse, il tutto per aversi i primi effetti a partire dal 2026.

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