LAVORATORI FRAGILI: PROROGA TUTELA FINO AL 30 GIUGNO

LAVORATORI FRAGILI: PROROGA TUTELA FINO AL 30 GIUGNO

LAVORATORI FRAGILI: PROROGA TUTELA FINO AL 30 GIUGNO

Il legislatore è nuovamente intervenuto sulle tutele in favore dei lavoratori “fragili” estendendo fino al 30 giugno 2021 l’equiparazione del periodo di assenza dal lavoro a degenza ospedaliera.

Con il messaggio n. 1667 del 23 aprile 2021l’INPS fornisce le istruzioni operative per il riconoscimento delle tutele nei confronti dei lavoratori dipendenti del settore privato, aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia riconosciuta dall’Istituto.

In particolare, è estesa fino al 30 giugno 2021 l’equiparazione del periodo di assenza dal lavoro a degenza ospedaliera per le categoria di lavoratori fragili; la tutela è riconosciuta al lavoratore laddove la prestazione lavorativa non possa essere attuata in modalità di lavoro agile. 
Tale rapporto di lavoro, non deve essere computato ai fini del termine massimo previsto per il comporto, sulla base degli specifici contratti di riferimento

I lavoratori “fragili” svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, potendo essere adibiti:

  • ad una diversa mansione ricompresa nella stessa categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti,
  • o allo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Sulla base del nuovo quadro normativo, l’INPS procederà quindi al riconoscimento della tutela ai lavoratori “fragili” del settore privato assicurati per la malattia, dal 17 marzo 2020 al 31 dicembre 2020 e dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021, secondo la specifica disciplina di riferimento per la categoria lavorativa e il settore di appartenenza.

Tra le novità in materia, è importante specificare che, con la pubblicazione della legge n. 178/2020 è stato stabilito che il medico redattore del certificato, a decorrere dal 1° gennaio 2021, non è più tenuto a indicare “gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”, agevolando, in tal modo, la trattazione dei certificati prodotti nell’anno in corso.

Successivamente, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha fornito le indicazioni richieste precisando che è possibile sanare le certificazioni carenti di provvedimento, nella presunzione che le stesse siano state redatte dai medici curanti sulla base di indicazioni anche informali delle AA.SS.LL. o a fronte di accertamento circa l’esito positivo a tampone molecolare o test rapido.

Le Strutture territorialmente competenti, quindi, procederanno al riconoscimento della tutela della quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva in tutti i casi in cui sia stato prodotto un certificato di malattia attestante la quarantena, anche laddove non sia stato possibile reperire alcuna indicazione riguardo al provvedimento dell’operatore di sanità pubblica, con l’eccezione di quei certificati nei quali la diagnosi riportata è espressamente riferita a “ordinanza dell’autorità amministrativa locale”.