Maggiorazione nuclei vedovili riconosciuta per l’Assegno Unico

Con la nuova circolare n. 76, INPS riconosce la maggiorazione ai nuclei vedovili percettori di Assegno Unico e Universale.

Maggiorazione nuclei vedovili

Maggiorazione nuclei vedovili

Con la nuova circolare n. 76, INPS riconosce la maggiorazione ai nuclei vedovili percettori di Assegno Unico e Universale.

Ci sono delle importanti novità riguardo la maggiorazione dell’Assegno Unico che spetta ai nuclei vedovili. Ma, per capire bene di cosa si tratta, è necessario parlare dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 230/2021. Si tratta del decreto che ha introdotto la misura dell’Assegno Unico e Universale per i figli a carico. Questo articolo riconosce una maggiorazione dell’Assegno Unico ai nuclei familiari in cui entrambi i genitori risultano titolari di reddito da lavoro.

La maggiorazione è prevista per ciascun figlio minorenne. Per il 2023 è pari a 32,40 euro mensili. L’importo spetta in misura piena alle famiglie che hanno un ISEE fino a 16.214 euro. Si riduce gradualmente in base ai vari livelli di ISEE, fino ad annullarsi completamente se l’ISEE da 43.240 euro in su.

Successivamente, però, questa maggiorazione è stata riconsiderata, in quanto non teneva conto della fragilità dei nuclei diventati monoparentali a seguito del decesso dell’altro genitore.

Quindi, INPS, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha deciso di garantire la stessa maggiorazione per i genitori lavoratori anche ai nuclei vedovili, ma solo per un anno. Però, per poter ricevere la maggiorazione, il decesso dell’altro genitore doveva essersi verificato durante il periodo in cui si beneficiava dell’Assegno Unico. In pratica, se durante il 2022 si verificava la morte dell’altro genitore, la maggiorazione sull’Assegno spettava comunque fino a febbraio 2023.

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Maggiorazione nuclei vedovili: Gli aggiornamenti INPS

Ma le cose sono cambiate nuovamente. Infatti, il decreto lavoro ha esteso questa maggiorazione per un periodo di 5 anni dal decesso dell’altro genitore. La nuova modifica ha preso il via a partire dal 1° giugno 2023. Con la circolare n. 76 del 10 agosto 2023, INPS spiega quali sono le modalità di applicazione della maggiorazione. Precisa, inoltre, che l’aumento riguarderà le rate maturate dal 1° giugno di quest’anno e che non saranno riconosciute “somme a titolo di arretrati”. 

Per rientrare nella maggiorazione, il decesso dell’altro genitore deve essere avvenuto entro 5 anni rispetto alla presentazione della domanda di Assegno Unico. Ad esempio, presentazione avvenuta nel 2022, decesso non prima del 2017 e così via. Inoltre, il genitore al momento del decesso doveva essere un lavoratore o pensionato. Mentre il genitore superstite deve risultare come lavoratore al momento della domanda di Assegno Unico.

Ad esempio, la morte del genitore è avvenuta a gennaio 2020, la maggiorazione spetterà fino a gennaio 2025. Partirà dopo il 1° giugno 2023, ma non si avrà diritto agli arretrati degli anni precedenti.

Subentro del genitore superstite nella domanda

L’Istituto provvederà in automatico al subentro del genitore superstite nella domanda di Assegno Unico e al riconoscimento della maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori. Se il genitore superstite ha già una propria domanda attiva per figli avuti con un diverso genitore, la “scheda figlio” è trasferita d’ufficio nella domanda con la stessa modalità di pagamento. Se, invece, il genitore superstite non ha già una domanda, la posizione del genitore deceduto si trasferisce d’ufficio al genitore superstite.

In questo caso, si crea in automatico una nuova domanda di Assegno Unico. Se precedentemente indicate, le modalità di pagamento restano le stesse. Altrimenti, l’Assegno sarà pagato con bonifico domiciliato presso uno degli sportelli di Poste Italiane che si occuperà di informare il beneficiario. 

Il genitore superstite può modificare la modalità di pagamento in qualsiasi momento. Basta accedere tramite SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta d’Identità Elettronica alla procedura “Assegno Unico e universale per i figli a carico” sul sito INPS.

Se, invece, il pagamento della prestazione andava interamente al genitore deceduto, il genitore superstite dovrà inserire nella procedura una dichiarazione in cui comunica di essere l’unica persona ad avere diritto all’Assegno. INPS fa sapere che presto sarà rilasciata un’apposita funzione.

Infine, per quanto riguarda le domande già decadute per decesso del richiedente, INPS spiega che con il trasferimento d’ufficio della domanda al genitore superstite, quest’ultimo riceverà le eventuali mensilità non erogate a seguito della decadenza. Le mensilità non erogate saranno riconosciute anche nel caso in cui il genitore superstite abbia già presentato una nuova domanda di Assegno Unico per gli stessi figli presenti nella domanda decaduta.

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