Manovra 2024 pensioni, famiglia, lavoro e assunzioni

Tantissime novità in arrivo nella manovra 2024 per famiglie, lavoratori, pensioni, percettori o ex percettori di sussidi statali, ma non tutte secondo le aspettative. Ecco tutte le misure che il governo ha approvato con la legge di bilancio e i decreti collegati. Prenderanno ufficialmente il via dal 2024, ma qualcuna anche prima…

Manovra 2024 pensioni

Manovra 2024 pensioni

Tantissime novità in arrivo nella manovra 2024 per famiglie, lavoratori, pensioni, percettori o ex percettori di sussidi statali, ma non tutte secondo le aspettative. Ecco tutte le misure che il governo ha approvato con la legge di bilancio e i decreti collegati. Prenderanno ufficialmente il via dal 2024, ma qualcuna anche prima…

Per rendere tutto più semplice, le varie misure della manovra 2024 sono raggruppate in 3 macro gruppi: “pacchetto pensioni”; “pacchetto famiglia generico”; “pacchetto famiglia e lavoro“.

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“Pacchetto pensioni” nella manovra 2024

Confermato l’anticipo della perequazione 2023 a novembre, ma più probabilmente, dicembre. Si tratta del celebre 0,8% lordo, cioè il conguaglio dell’inflazione definitiva dello scorso anno. Quindi, sarà pagato come una tantum per tutti i mesi del 2023 e sarà poi la base delle nuove pensioni del 2024.

Confermati gli indici di rivalutazione del prossimo anno, che resteranno esattamente gli stessi di quest’anno. In particolare, sono i diversi modi con cui si calcola l’inflazione per rivalutare la pensione. Resta, quindi, al 100% per le pensioni fino a 2.100 euro circa, al 90% per le pensioni tra 2.100 e 2.600 euro circa e via via a scendere a mano a mano che aumenta la pensione. Per sapere quale sarà l’indice effettivo dell’inflazione del prossimo anno, cioè la percentuale di quanto aumenteranno le pensioni, bisogna aspettare i dati ISTAT di novembre.

Per le pensioni al minimo è confermata la supervalutazione, o rivalutazione aggiuntiva, anche per gli over 75. Questo perché l’aumento delle pensioni minime che era partito a luglio spettava in teoria solo per il 2023. Mentre, per il 2024 spettava un indice diverso (2,5%). Ora la percentuale esatta sarà da scoprire quando i decreti saranno pubblicati.

“Pacchetto famiglia generico”

Niente reddito di infanzia o di gioventù. Per sostenere famiglie e natalità, il governo ha:

  1. confermato le maggiorazioni dell’assegno unico già in vigore dallo scorso anno. In pratica quelle per i figli con meno di un anno per chi ha almeno tre figli e così via;
  2. la Carta Spesa “Dedicata a Te” è riconfermata per il 2024. Anche se non è ancora chiaro se ci sarà una ricarica sulle carte già fornite o se, invece, ci sarà una nuova selezione da zero. Visto e considerato che, comunque, per l’anno prossimo si dovrà rifare l’ISEE. Per questo, e soprattutto per l’importo della carta, si dovranno attendere i testi veri e propri;
  3. Si va verso l’abbattimento del costo sulla bolletta del canone Rai, che corrisponde a una riduzione di un quarto. In pratica, come riportato dai Ministri Salvini e Giorgetti, si va da 90 a 70 euro circa all’anno. Quindi, da 20 a 15 euro sulla singola bolletta.

Manovra 2024: “Pacchetto famiglia e lavoro”

Per i genitori lavoratori è confermato il mese aggiuntivo di congedo all’80%. Si aggiunge un ulteriore mese di congedo al 60%, sempre da fruire fino a quando il figlio non compie 6 anni.

Esclusivamente per le madri lavoratrici con almeno due figli c’è una nuova agevolazione. Si tratta di un aumento in busta paga, cioè la quota di contributi a carico della lavoratrice è pagata dallo Stato, per una durata che cambia in base al numero e all’età dei figli. In aggiunta, l’asilo nido diventa gratis al secondo figlio.

Confermato il taglio del cuneo fiscale al 6% e al 7% in base ai redditi. Secondo quanto detto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dovrebbe portare a un aumento di circa 100 euro sulla busta paga

Abbattimento del secondo scaglione IRPEF che, quindi, sarà al 23% per i redditi fino a 28 mila euro. In pratica, chi ha un reddito personale tra 15 mila e 28 mila euro si troverà a pagare le stessa percentuale della fascia più bassa. Questo varrà sia per i lavoratori sia per i pensionati.

Spariscono Ape Sociale e Opzione Donna, perché inglobati in un’unica misura di pensione anticipata flessibile, anche se le caratteristiche sono simili. L’età di riferimento sarà 63 anni per tutti. Poi, per persone con disabilità, disoccupati di lungo corso, lavoratori dei settori gravosi oppure caregiver, serviranno almeno 36 anni di contributi. Mentre, per le donne ne serviranno 35.

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