NUOVA MANOVRA A PALAZZO CHIGI PER BONUS, PENSIONI E REDDITO

NUOVA MANOVRA A PALAZZO CHIGI PER BONUS, PENSIONI E REDDITO

NUOVA MANOVRA A PALAZZO CHIGI PER BONUS, PENSIONI E REDDITO

La riscrittura di alcune norme e l’inserimento di altre disposizioni potrebbe spingere il Governo ad un nuovo esame in Consiglio dei ministri prima dell’approdo del Ddl al Senato. Intanto, il premier Mario Draghi si sta occupando di alcune misure della manovra a Palazzo Chigi con i ministri del Lavoro e dell’Agricoltura.

A Palazzo Madama il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai, chiede di abolire il “tetto assurdo” all’Isee introdotto per limitare la proroga del Superbonus a villette e abitazioni unifamiliari. Nel frattempo, dalla Camera, il presidente della commissione Finanze, Luigi Marattin, evidenzia il grande problema del ritardo con cui le manovre arrivano in Parlamento, mentre Martina Nardi, presidente della commissione attività produttive, sottolinea di non cambiare le regole del 110%.

Alcuni bonus hanno già trovato un nuovo testo, mentre altri, tra i quali i bonus edilizi, sono ancora in fase di discussione. Appare già decisa la proroga di sconto in fattura e cessione dei crediti, ma sul Superbonus per le villette e sulle verifiche anti-frode i lavori sono in corso. Altra tematica assai discussa è la nuova griglia di controlli sul reddito di cittadinanza che rimane ancora in sospeso. Sugli incentivi per la casa l’azione pressante del Movimento 5 Stelle ha portato alla replica per il 2022-24 della possibilità di ottenere lo sconto direttamente in fattura oppure di cedere il credito maturato. I numeri delle operazioni già effettuate mostrano che i due meccanismi sul complesso dei bonus in edilizia hanno raggiunto quota 19,3 miliardi di euro, in tutto ciò rientrano anche crediti inesistenti che risultano essere 800 milioni di euro.

Si discute di controlli anche per il reddito di cittadinanza, con nuove norme che imporrebbero un esame collegiale in Cdm al testo finale. Il punto principale sarebbe come certificare il rifiuto di una proposta lavorativa che nel nuovo meccanismo abbasserebbe il reddito e che non conosce un meccanismo di verifica da soggetto certificatore all’ente preposto a registrare l’eventuale rifiuto.

Intanto, cambiano le regole per la detrazione fiscale pensata per aiutare i giovani fino a 31 anni che vanno ad abitare da soli in affitto. Lo sconto resta per un massimo del 20% del canone, ma viene introdotto un tetto minimo che riconoscerà 991,6 euro anche quando il quinto dell’affitto sia più basso. Si riduce il limite annuo alla detrazione da 2.400 a 2000 euro.

Aumentano a partire dal 2026 i fondi previsti per gli asili nido dei Comuni, il finanziamento cresce fino a raggiungere gli 1,1 miliardi di euro annui dal 2027. Questi fondi servono a raggiungere il livello essenziale della prestazione, che a regime dal 2027 è fissato in un tasso di copertura del 33% da raggiungere tramite obiettivi di servizio crescenti anno per anno.

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