NUOVE REGOLE PER IL CONGEDO DI MATERNITÀ E PATERNITÀ: ECCO COSA CAMBIA

NUOVE REGOLE PER IL CONGEDO DI MATERNITÀ E PATERNITÀ: ECCO COSA CAMBIA

NUOVE REGOLE PER IL CONGEDO DI MATERNITÀ E PATERNITÀ: ECCO COSA CAMBIA

La scorsa settimana il governo ha recepito, tramite un nuovo decreto legislativo, la direttiva Ue 1158 del 2019, che mira a rafforzare la conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli della vita familiare per tutti i lavoratori che hanno compiti di cura perché genitori e/o prestatori di assistenza, i cosiddetti “caregivers”.

Il decreto legislativo, atteso in Gazzetta Ufficiale, si compone di 10 articoli e, prima di tutto, rende strutturale la nuova tipologia di congedo di paternità, obbligatorio e della durata di 10 giorni lavorativi. Si tratta di un congedo fruibile dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto, sia in caso di nascita sia di morte perinatale del bambino. Il ministero del lavoro ha spiegato che questo diritto si affianca al congedo di paternità cosiddetto alternativo, che spetta soltanto nei casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre. In caso di parto plurimo, la durata del congedo è aumentata a 20 giorni lavorativi.

ASCOLTA IL PODCAST!

Un’altra novità è che, il congedo, è fruibile dal padre anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice. Ovviamente, si applica anche al padre adottivo o affidatario. Il congedo deve essere comunicato in forma scritta al datore di lavoro con un anticipo non minore di cinque giorni. Aumenta poi la durata complessiva del diritto al congedo parentale spettante al genitore solo, che passa da 10 a 11 mesi, salgono anche i mesi di congedo parentale coperto da indennità nella misura del 30%, da 6 a 9 in totale ed infine aumenta da 6 a 12 anni, l’età del bambino entro la quale i genitori, anche adottivi e affidatari, possono fruire del congedo parentale.

Il Dlgs estende, inoltre, il diritto all’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste, anche per gli eventuali periodi di astensione anticipata per gravidanza a rischio. Il provvedimento interviene anche sul tema del lavoro agile e stabilisce che i datori di lavoro pubblici e privati, che stipulano accordi di smartworking, sono tenuti a dare priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità. La stessa priorità deve essere riconosciuta ai lavoratori “caregiver”. 

Infine, le nuove norme stabiliscono che il lavoratore dipendente, pubblico o privato, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa, per assistere il coniuge, parte di un’unione civile, convivente di fatto, parente o affine entro il secondo grado, con disabilità in situazione di gravità, a patto che la persona non sia ricoverata a tempo pieno.

GUARDA IL VIDEO!