Obblighi RdC e AdI: Quali sono le differenze? 

L’Assegno di Inclusione (ADI) presto sostituirà definitivamente il Reddito di cittadinanza (RDC), ecco quali sono le principali differenze per quanto riguarda gli obblighi.

Obblighi RdC e AdI: Quali sono le differenze?

Obblighi RdC e AdI: Quali sono le differenze? 

L’Assegno di Inclusione (ADI) presto sostituirà definitivamente il Reddito di cittadinanza (RDC), ecco quali sono le principali differenze per quanto riguarda gli obblighi.

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RdC e AdI: gli obblighi

Sia l’RDC sia l’ADI prevedono degli obblighi che i percettori sono tenuti a rispettare, pena la decadenza del beneficio.

Reddito di Cittadinanza: patto per il lavoro e patto per l’inclusione sociale

I percettori del Reddito di Cittadinanza dovevano stipulare il patto per il lavoro e rispettare una serie di obblighi. Ad esempio prendere parte alle politiche attive del lavoro. Il mancato rispetto degli obblighi comporta la decadenza della misura.

Nei casi di nuclei familiari o persone con una situazione più fragile o più complessa, è previsto l’intervento dei servizi sociali dei comuni per il contrasto alla povertà. I beneficiari RDC stipulano con loro che il patto per l’inclusione sociale. Questo patto prevedeva un percorso di attivazione sociale e lavorativa specifica per ogni singola famiglia.

Assegno di inclusione: patto per l’inclusione sociale e patto di servizio personalizzato

I ragazzi tra i 18 e i 29 anni che non hanno completato l’obbligo scolastico devono iscriversi e frequentare percorsi di istruzione per adulti.

Il nucleo familiare beneficiario dell’ADI dovrà sottoscrivere un patto per l’inclusione sociale, ma solo alcuni componenti saranno tenuti agli obblighi di natura lavorativa. In particolare, le persone tra i 18 e i 59 anni che sono genitori o tutori di figli minorenni. Se queste persone risultano attivabili al lavoro, saranno indirizzati ai servizi per il lavoro, per sottoscrivere il patto di servizio personalizzato e iniziare un percorso di formazione o riqualificazione lavorativa.

Le altre persone tra i 18 e i 59 anni, che non hanno responsabilità genitoriale, possono fare domanda per il Supporto per la Formazione e il Lavoro, se possiedono tutti i requisiti.

I beneficiari AdI devono aggiornare la propria posizione ogni 90 giorni per confermare la partecipazione alle attività previste dai vari patti. L’aggiornamento si potrà effettuare tramite la piattaforma SIISL. Oppure presso i patronati, i servizi sociali o le agenzie per il lavoro.

Se non si effettua l’aggiornamento nei tempi dovuti, il pagamento dell’Assegno di Inclusione sarà sospeso. 

RdC e AdI: chi è escluso dagli obblighi

Sia per RdC che per AdI, ci sono componenti del nucleo familiare esclusi dagli obblighi.

Per il Reddito di Cittadinanza si tratta dei percettori di Pensione di Cittadinanza o di RdC over 65 anni, dei componenti con disabilità superiore al 45% e quelli con carichi di cura verso figli minori di tre anni. 

Per l’Assegno di Inclusione, sono esclusi dagli obblighi: i minorenni; gli over 60, le persone che già lavorano o che frequentano un regolare corso di studi; chi riceve pensioni dirette ( ma non di reversibilità); le persone con disabilità superiore al 45%, a meno che non si tratti di un collocamento mirato; i componenti del nucleo familiare affetti da patologie oncologiche; i componenti con carichi di cura; e in ultimo i componenti del nucleo familiare inseriti in specifici percorsi di protezione per la violenza di genere e prese in carico dai centri antiviolenza riconosciuti.

Queste persone hanno comunque la possibilità di aderire a percorsi di inclusione sociale o lavorativa su base volontaria.

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