Opzione Donna 2023: Tutto quello che c’è da sapere sui requisiti per la pensione anticipata

Molte meno lavoratrici potranno accedere a Opzione Donna 2023. Dopo la stretta della legge di bilancio, arriva la conferma tramite la circolare INPS n. 26.

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Opzione Donna 2023: Tutto quello che c'è da sapere sui requisiti per la pensione anticipata

Molte meno lavoratrici potranno accedere a Opzione Donna 2023. Dopo la stretta della legge di bilancio, arriva la conferma tramite la circolare INPS n. 26.

Opzione Donna è una forma di pensionamento anticipato rivolto alle lavoratrici con determinati requisiti. Il principio di base è che le lavoratrici possono andare in pensione un po’ prima rispetto alla legge Fornero. Tuttavia, la pensione sarà tra il 20% e il 30% più bassa perché calcolata solamente con il metodo contributivo.

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Per il 2023, le domande per Opzione Donna si sono aperte dal 1 febbraio, ma solo il 6 marzo è arrivata la circolare INPS di riferimento. Secondo la circolare, possono accedere a Opzione Donna nel 2023 le lavoratrici che al 31 dicembre 2022 avevano almeno 35 anni di contributi e 60 anni di età. Il limite di età può essere abbassato di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due, quindi 58 anni.

Opzione Donna 2023 requisiti: Condizioni Soggettive

Per accedere a Opzione Donna nel 2023 servirà avere almeno una delle tre “condizioni soggettive”, una sorta di requisiti aggiuntivi da possedere quando si presenta la domanda. 

La prima condizione è quella di essere una caregiver, ovvero la lavoratrice si prende cura da almeno sei mesi continuativi di una persona affetta da un handicap grave con cui convive. Questa persona può essere il marito, la parte dell’unione civile, un parente di primo grado o, in determinate circostanze, anche di secondo grado. Bisognerà certificare questa situazione nella domanda con i dati della persona assistita e i verbali medico legali o equivalenti.

La seconda condizione prevede che la lavoratrice interessata abbia un grado di invalidità del 74% o superiore.

La terza condizione è quella di essere lavoratrici dipendenti oppure licenziate da una impresa in difficoltà. Questa impresa deve aver aperto un tavolo di trattativa per la gestione della crisi con il Ministero dello Sviluppo Economico o, come si chiama adesso, il Ministero del Made in Italy. Questo tavolo deve risultare già aperto al 1 gennaio 2023. Inoltre, per le lavoratrici dipendenti, il tavolo di confronto deve essere aperto o attivo quando si presenta la domanda per Opzione Donna 2023. Invece, per le lavoratrici licenziate, il licenziamento deve essere stato intimato nel periodo in cui il tavolo di confronto era aperto. La stessa lavoratrice non deve aver iniziato un altro lavoro a tempo indeterminato dopo il licenziamento.

Questi requisiti di Opzione Donna 2023 devono essere rispettati al momento della domanda e non per forza al 31 dicembre 2022.

È di fondamentale importanza perché, secondo il principio della cristallizzazione, sarà possibile andare in pensione con questi requisiti di Opzione Donna 2023 anche nei prossimi anni. Basterà raggiungerli entro il 31 dicembre 2022 e avere almeno una delle condizioni soggettive quando si presenta la domanda.

È importante ricordare che bisognerà comunque rispettare le cosiddette finestre mobili, cioè quel periodo che passa tra quando si maturano i requisiti e quando si può andare effettivamente in pensione. Più precisamente, per le lavoratrici dipendenti, la finestra mobile è di 12 mesi, mentre per le lavoratrici autonome è di 18 mesi. 

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