Pensione di Cittadinanza e AdI: Ecco le differenze

L’Assegno di Inclusione (AdI) presto sostituirà definitivamente il Reddito di Cittadinanza (RdC): ecco cosa succederà alla Pensione di Cittadinanza.

Pensione di Cittadinanza e AdI

Pensione di Cittadinanza e AdI

L’Assegno di Inclusione (AdI) presto sostituirà definitivamente il Reddito di Cittadinanza (RdC): ecco cosa succederà alla Pensione di Cittadinanza.

La Pensione di Cittadinanza è una forma “speciale” del Reddito di Cittadinanza che si rivolge alle persone più anziane. Infatti, RdC si trasforma in PdC se tutti i componenti della famiglia hanno almeno 67 anni, anche se è solo uno. Oppure ce n’è almeno uno con 67 anni mentre tutti gli altri si trovano in condizione di disabilità grave o non autosufficienza, a prescindere dall’età. Per questa ragione, i percettori della Pensione di Cittadinanza possono continuare a riceverla regolarmente fino a fino anno.

Però, con l’abolizione del Reddito di Cittadinanza fissata al 31 dicembre 2023, anche la Pensione di Cittadinanza arriverà al capolinea. E da quel momento, si potrà passare all’Assegno di Inclusione, requisiti permettendo.

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Da Pensione di Cittadinanza ad Assegno di Inclusione (AdI)

Anche le persone più anziane si troveranno a dover fare una nuova domanda e sottoscrivere il patto di attivazione digitale. Potranno farlo in autonomia oppure tramite l’assistenza di CAF e Patronati. Naturalmente, anche l’Assegno di Inclusione ha una “corsia preferenziale” per le persone più anziane, ma ci sono alcune differenze.

Addio al rinnovo automatico

La differenza più grande con la Pensione di Cittadinanza è sicuramente il fatto che con l’AdI viene meno il principio del “rinnovo automatico”. Infatti, dopo 18 mesi di fruizione, la Pensione di Cittadinanza si rinnovava automaticamente senza fare nessuna domanda e soprattutto senza nessun mese di stop. In pratica, la Pensione di Cittadinanza sarebbe potuta continuare virtualmente all’infinito, o almeno fino a quando c’erano i requisiti.

Al contrario, con l’Assegno di Inclusione i percettori più anziani non avranno più questo trattamento. In altre parole, anche loro si troveranno ad avere un mese di stop del beneficio e dover ripresentare la domanda dopo ogni ciclo di fruizione. Quindi, prima domanda, 18 mesi di beneficio, un mese di stop in cui presentare il rinnovo. Poi beneficio per altri 12 mesi, un mese di stop, rinnovo e così via. 

Altre differenze

Per quanto riguarda il resto degli aspetti, invece, le differenze tra Pensione di Cittadinanza e Assegno di Inclusione sono relativamente minori. La scala di equivalenza è praticamente la stessa, ma può diventare più favorevole se nel nucleo familiare ci sono persone con disabilità. Inoltre, sono mantenute le stesse soglie di reddito familiare e contributo per l’affitto. Di conseguenza, gli importi saranno tendenzialmente gli stessi in base a ogni singola situazione familiare.

Quello che cambia è che nel reddito familiare potrebbero essere considerate anche altre voci. Ad esempio, le pensioni dirette o indirette non incluse nell’ISEE perché iniziate dopo il periodo di riferimento. E soprattutto, la mancata proroga del tetto del reddito familiare a 9.360 euro per le famiglie in affitto che, però, riguarda tutti i percettori e non solo gli over 67.

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