Pensioni manovra 2024: Rivalutazione, quota 103, ape sociale e opzione donna

Con la prossima legge di bilancio 2024 (manovra) arriveranno anche tantissime novità sul mondo delle pensioni, ma non si tratta sempre di cose positive.

Pensioni manovra 2024

Pensioni manovra 2024

Con la prossima legge di bilancio 2024 (manovra) arriveranno anche tantissime novità sul mondo delle pensioni, ma non si tratta sempre di cose positive.

Fasce di rivalutazione delle pensioni

Le nuove fasce di rivalutazione delle pensioni sono molto simili a quelle dello scorso anno. Infatti, potranno avere diritto al 100% della rivalutazione rispetto all’inflazione, le pensioni fino a 4 volte il minimo. Tra 4 e 5 volte il minimo, la rivalutazione scende all’85%, che a sua volta scende ancora al 53% per le pensioni tra 5 e 6 volte il minimo INPS. Al 47% per le pensioni tra sei e 8 volte il minimo e al 37% per le pensioni tra 8 e 10 volte il minimo. Infine, al 22% per le pensioni oltre 10 volte il minimo.

Resta confermata la cosiddetta “super rivalutazione” delle pensioni al minimo, ma è quella decisa lo scorso anno, cioè del 2,7 % a prescindere dall’età del pensionato. Chiaramente, per sapere di quanto aumenteranno effettivamente queste pensioni, bisognerà aspettare metà novembre evedere quale sarà il dato ISTAT.

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Pensioni manovra 2024: Quota 103

Prorogata nel 2024 quota 103, ma con una doppia penalizzazione. I requisiti restano quelli di 62 anni di età e 41 di contributi, ma il calcolo della pensione sarà fatto tutto tramite il sistema contributivo. Anche per gli anni lavorati prima del 1995. Il secondo taglio riguarda, invece, l’importo massimo che si può ricevere. Infatti, quota 103 prevede un tetto massimo di pensione che si può ricevere fino a che non si va in pensione vera e propria. Ad esempio, quella di vecchiaia a 67 anni. Nel 2023 questo limite era di 5 volte il trattamento minimo, cioè 2.800 euro circa. Nel 2024 sarà di circa 2.200 euro lordi al mese, cioè 4 volte il trattamento minimo.

Inoltre, nella legge di bilancio 2024 cambiano anche le cosiddette “finestre mobili”. Cioè quel periodo che passa da quando si maturano i requisiti della pensione a quando si potrà andare effettivamente in pensione. Per i lavoratori dipendenti privati, dagli attuali 3 mesi si passa a 7 mesi. Mentre, per i dipendenti pubblici, da 6 a 9 mesi.

Ape Sociale

L’ape sociale è l’anticipo pensionistico rivolto a disoccupati, caregiver, lavoratori gravosi e persone con invalidità civile. Per accedere a questo anticipo pensionistico, il requisito contributivo resta fissato a 30 anni, o 36 anni in base ai casi. Ma il requisito anagrafico sale da 35 anni a 35 anni e 5 mesi. Inoltre, dal 2024 l’ape sociale sarà completamente non cumulabile con i redditi da lavoro, tranne che per il lavoro occasionale. È importante ricordare che l’ape sociale può avere un importo massimo di 1.500 euro al mese, senza tredicesima e senza nessun tipo di rivalutazione.

Pensioni opzione donna nella manovra 2024

Nel 2024 ci sarà anche opzione donna, ma con le grosse limitazioni già inserite nel 2023. Infatti, potranno accedere a questa pensione anticipata solo le lavoratrici che sono caregivers, con invalidità almeno al 74%, oppure disoccupate. Anche qui c’è una modifica negativa dei requisiti. L’età deve essere almeno di 61 anni, cifra che scende a 60 con un figlio e a 59 con due figli. Mentre, serviranno almeno 35 anni di contributi da raggiungere al 31 dicembre 2023. Restano invariate le cosiddette “finestre mobili”, cioè 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

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