Pensioni minime 2023: A luglio gli aumenti

Oltre la quattordicesima, partirà ufficialmente da luglio l‘aumento per le pensioni minime finora rimaste escluse, con tanto di arretrati a partire da Gennaio 2023. La conferma arriva da INPS con il tanto atteso messaggio n. 2329 del 22 giugno.

Pensioni minime 2023

Pensioni minime 2023

Oltre la quattordicesima, partirà ufficialmente da luglio l‘aumento per le pensioni minime finora rimaste escluse, con tanto di arretrati a partire da Gennaio 2023. La conferma arriva da INPS con il tanto atteso messaggio n. 2329 del 22 giugno.

Gli aumenti spettano alle pensioni minime, cioè quelle pensioni lavorative, o comunque previdenziali. Quindi compresa anche la reversibilità, che nel 2023 arrivano massimo a 563,74 euro e che necessariamente sono pagate da INPS. Di conseguenza, sono escluse tutte le pensioni e i trattamenti di natura assistenziale. Ad esempio, l’assegno sociale o l’assegno mensile di invalidità civile, che quest’anno hanno potuto beneficiare solo dell’aumento legato alla rivalutazione.

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Di quanto aumentano le pensioni minime?

L’importo mensile nel 2023 delle pensioni minime va fino a massimo 563,74 euro. L’aumento varia in base all’età del pensionato. Se il pensionato in questione ha 75 anni o più, allora l’aumento sarà del 6,4%. Quindi, la pensione mensile può arrivare massimo a 599,82 euro al mese, fino a dicembre 2023, con un aumento di circa 36 euro al mese. In più, sempre sulla rata di luglio, spetteranno anche i 6 mesi di arretrati, circa 216 euro in più.

Invece, se il pensionato ha meno di 75 anni, l’aumento sarà dell’1,5%. Quindi, porterà le pensioni fino a massimo 572,20 euro al mese, per un aumento di quasi 8,50 euro. In aggiunta, spetteranno anche circa 50 euro in più degli arretrati di questo aumento da gennaio. Inoltre, il messaggio INPS ribadisce anche che se un pensionato raggiunge 75 anni nel corso del 2023, allora dal mese successivo al compleanno del pensionato, scatterà l’aumento più sostanzioso.

È anche prevista una clausola di salvaguardia per le persone che hanno una pensione poco più alta del minimo, ma più bassa del minimo con l’aumento. In questi casi, infatti, l’importo dell’aumento spetterà, ma in misura ridotta, fino agli stessi valori massimi.

Ma attenzione, perché non tutte le pensioni saliranno automaticamente a 600 euro, come qualcuno cerca di far credere. Questi aumenti, proprio come la rivalutazione, sono in percentuale. Quindi, ad esempio, una pensione di 300 euro al mese nel 2023, potrà arrivare al massimo a 304,50 euro per chi ha meno di 70 anni e a 319,20 euro per chi ha più di 75 anni.

Anche se questo discorso sembra piuttosto complesso, sarà più chiaro quando INPS pubblicherà i cedolini delle pensioni di luglio. Questi ultimi riporteranno tutte queste voci in maniera più dettagliata. Infine, per il momento, questi aumenti dureranno solo fino a dicembre.

Il messaggio INPS ribadisce un ulteriore aspetto. Queste somme aggiuntive della pensione non saranno prese in considerazione per i limiti reddituali delle prestazioni collegate al reddito, come le varie maggiorazioni sociali.

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