Pensioni minime 2023: Arrivano le tabelle INPS con gli aumenti

Arriva, finalmente, la circolare INPS n. 35 del 3 aprile 2023, in merito agli aumenti delle pensioni minime 2023.

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Pensioni minime 2023: Arrivano le tabelle INPS con gli aumenti

Arriva, finalmente, la circolare INPS n. 35 del 3 aprile 2023, in merito agli aumenti delle pensioni minime 2023.

La legge di bilancio aveva stabilito, per le pensioni fino al trattamento minimo, un incremento aggiuntivo oltre la perequazione del 7,3%. Rispettivamente dell’1,5%, per chi ha fino a 75 anni, e del 6,4% per chi ha 75 anni o più. Quello che, in maniera un po’ impropria, è stato definito come “le minime fino a 600 euro” per gli over 75. Impropriamente perché la rivalutazione si applica sempre in percentuale sul lordo. In altre parole, non tutte le minime sono state aumentate fino a 600 euro.

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Aumenti pensioni minime 2023: La circolare INPS nel dettaglio

Le pensioni minime sono quelle pensioni previdenziali o lavorative che, nel 2023, arrivano massimo a 563,74 euro lordi. Attenzione, l’assegno mensile di invalidità civile e l’assegno sociale non sono considerate pensioni previdenziali, ma trattamenti assistenziali. Quindi, se una persona riceve, anche sommando varie pensioni previdenziali, esattamente 563,74 euro di pensione lorda e ha meno di 75 anni, allora gli spettano 572,20 euro. Al contrario, se ha 75 anni o più, gli spettano 599,82 euro lordi.

Tuttavia, se si riceve una pensione più bassa, l’importo sarà diverso, perché la rivalutazione si fa sempre in percentuale sul lordo. Ad esempio, se nel 2023 si ricevono 300 euro lordi di pensione, allora spettano 304,55 euro per chi ha meno di 75 anni, e 319,20 euro per chi ha 75 anni o più. Invece, se la pensione lorda è di poco più alta rispetto al trattamento minimo INPS 2023, è comunque prevista una fascia di garanzia. Tra l’altro, visto che si parla sempre di importi lordi, è bene specificare che le somme aumentate delle pensioni minime 2023 saranno comunque soggette a tassazione.

La circolare INPS specifica che gli aumenti delle pensioni minime spetteranno per tutto il 2023 e che, con la prima rata, saranno forniti anche gli eventuali arretrati a partire dal mese di gennaio. Non specifica, però, da quando saranno messe in pagamento. Quindi, al momento, non è possibile dire con certezza se gli aumenti e gli arretrati saranno forniti dalla prossima pensione di maggio, o se bisognerà aspettare il mese di giugno. Per tale ragione, dice la circolare, ci saranno ulteriori istruzioni operative da fornire con apposito messaggio.

In ultimo, questo aumento è stato previsto solo per il 2023, tredicesima inclusa. Mentre, dal 2024 ci sarà un aumento diverso, fissato per ora al 2,7%. Invece, se un pensionato al minimo compie 75 anni nel corso del 2023, gli spetterà l’aumento più alto dal mese successivo. Tutto questo discorso si applica anche alla pensione di reversibilità. Ma se questa è cointestata, cioè è divisa tra più persone, allora l’aumento viene calcolato su tutto l’importo della pensione e poi diviso tra i vari beneficiari.

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