Pensioni novembre 2023: Poche novità nel cedolino e delusione per le persone con invalidità

In arrivo tra qualche giorno le pensioni di novembre 2023. Cedolino con pochissime novità e qualche delusione, anche per le persone con invalidità.

Pensioni novembre 2023

Pensioni novembre 2023

In arrivo tra qualche giorno le pensioni di novembre 2023. Cedolino con pochissime novità e qualche delusione, anche per le persone con invalidità.

Il pagamento delle pensioni del mese di novembre prenderà il via a partire dal 2 novembre, sia in banca che in Poste. Come sempre, chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici di Poste, potrebbe trovare anche il solito calendario preferenziale per cognome. Calendario che può cambiare in base ai giorni di apertura del proprio ufficio di riferimento. Per quanto riguarda gli importi, invece, questi sono anticipati dal cedolino della pensione pubblicato qualche giorno fa. 

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Cosa troveremo nel cedolino delle pensioni di novembre 2023?

I soliti conguagli IRPEF del 730, per chi non li ha ancora ricevuti, le solite trattenute e, per l’ultima volta quest’anno, le addizionali comunali e regionali. Infatti, non ci saranno a dicembre, ma torneranno dal prossimo anno. Sicuramente, la cosa che manca è proprio l’anticipo della perequazione. Come sappiamo, annunci e conferenze stampa davano l’anticipo della perequazione dello 0,8% a novembre. Invece, il decreto anticipi in Gazzetta Ufficiale ha spostato l’anticipo da novembre a dicembre. Per prudenza, non è da escludere che per qualcuno arriverà a dicembre e per qualcun altro a gennaio. Proprio com’è successo lo scorso anno con il decreto aiuti 2 che, invece, era arrivato ad agosto.

Di conseguenza, il cedolino più corposo dell’anno sarà quello di dicembre. Quindi, potrà contare sia sui mini aumenti della perequazione anticipata, sia su tutti gli aumenti “standard” tipici del mese di gennaio. Ad esempio, la tredicesima, per le pensioni a cui spetta. La quattordicesima ritardataria, per chi ne ha i requisiti economici, ma ha raggiunto i 64 anni dopo luglio oppure è andato in pensione per la prima volta quest’anno. L’eventuale importo aggiuntivo della pensione al minimo, anche detto bonus fino a 155 euro o bonus tredicesima, che spetta per quelle pensioni lavorative più basse del trattamento minimo.

Il decreto anticipi in Gazzetta Ufficiale ha anche scoperto un altro altarino se così vogliamo chiamarlo. Infatti, per finanziare le varie misure del decreto, il governo ha attinto ai 350 milioni di euro del fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità. Cosa che ha generato non poche polemiche. A cui è arrivata anche la risposta della Ministra Locatelli.

Disegno di legge di riforma della disabilità

Il disegno di legge di riforma della disabilità è da completare entro il 2024. Quei 350 milioni sarebbero i fondi per finanziare i decreti necessari ad attuare questa riforma. Di cui, non ultimo, il nuovo sistema di riconoscimento della disabilità che dovrebbe comprendere anche gli aspetti “funzionali” e non solo le tabelle di riferimento.

Dal canto suo, Alessandra Locatelli, ministra per le disabilità, ci ha tenuto a specificare che comunque si trattava di fondi inutilizzati. Questo perché i decreti sono ancora in corso d’opera e non sono ancora approvati. Inoltre, sempre secondo la ministra, il “prestito” non rallenterà il processo di riforma. Visto che il prossimo decreto dovrebbe arrivare entro la fine ottobre e che i lavori dovrebbero essere completati  entro marzo 2024. Per diventare poi “effettivi” dal 2025. In ultimo, sempre secondo la ministra, proprio per il 2025, i soldi “presi in prestito” saranno rimessi a disposizione per attuare le riforme.

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