PERMESSI 104/92, CASSAZIONE: OK ANCHE SE ASSISTENZA NOTTURNA

PERMESSI 104/92, CASSAZIONE: OK ANCHE SE ASSISTENZA NOTTURNA

Con la sentenza n. 21529 del 20 agosto 2019, la Corte di Cassazione ha ribadito che chi fruisce dei permessi 104/92 per esigenze diverse dall’assistenza commette un abuso del diritto. Tuttavia, non si tratta di abuso se il lavoratore dedica all’assistenza anche solo le ore serali.

Il caso in questione riguarda appunto un lavoratore, occupato in una ditta di metronotte. Il lavoratore aveva fruito dei permessi 104 per assistere l’ex moglie, ma le aveva dedicato solo le ore serali, considerate quelle più rischiose.

La società datrice di lavoro aveva provato questa circostanza e perciò aveva licenziato il lavoratore. Alla base del licenziamento per l’azienda, l’abuso del principio secondo cui l’assistenza prestata durante la sera, non risultava congruente con i permessi 104. E cioè salvaguardare “i connotati essenziali di un intervento assistenziale [,] che deve avere carattere permanente e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile”. Cioè il requisito base dei permessi 104.

In appello, il licenziamento era stato giudicato illegittimo. Perciò la società aveva presentato ricorso ai supremi giudici, denunciando l’uso, a loro modo di vedere, improprio, dei permessi 104.

Però, la Corte, dopo aver osservato le prove che testimoniavano che effettivamente il lavoratore avesse compiuto l’assistenza, anche se nelle ore serali, ha deciso di rigettare il caso.

Questo perché i Supremi Giudici non hanno riscontrato un uso improprio dei permessi 104, visto che sono stati effettivamente utilizzato a scopo assistenziale e non per altre attività di esclusivo interesse del lavoratore

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